No Country for… young men?
Marzo 8, 2008
In questi giorni anche nelle sale italiane il film dei fratelli Coen “Non è un Paese per vecchi”, vincitore dei due principali Oscar (film e regia) di quest’anno. Questo titolo potrebbe essere ripreso e cambiato per l’Italia: NON è UN PAESE PER GIOVANI.
Il Paese dove i giovani devono essere sotto qualche barone, dove devono essere allevati e cresciuti all’ombra di un parente, di un amico, o semplicemente di qualcuno da servire.
Questo sistema è un sistema che sta cadendo e deve cadere, ma non nella maniera necessaria. La maniera necessaria è: lo sradicamento totale del fenomeno, e la liberazione incondizionata delle nuove azioni.
Una nuova politica deve prescindere dal “sistema di reti” che la politica odierna ha con sé, in cui ogni volta che si va a votare c’è una vera e propria campagna acquisti di deputati e senatori perché quello o l’altro porta quel “numero di voti”.
Diciamo basta a un sistema che vede nel voto una rete di controllo e uno strumento di potere, ma l’unico modo di fare politica è quella di conquistare i consensi soltanto grazie alle azioni per il bene comune e non per i favori personali.
Solo così riusciremo a sciogliere filmante parole chiave come: meritocrazia, responsabilità, giustizia.
“No country for young men” o “No young men for this country”?
Divertitevi vecchi politicanti, continuare a votarvi tra di voi, che noi a questo gioco non ci stiamo. Preferiamo rimanere su queste pagine online, e vedervi lentamente spegnere nella tristezza di un Italia sempre più carente di fondi e di azioni per tutti, per fare poche azioni per pochi.
La ragione in questo momento, è davvero distante da quella parola:
POLITICA.
Federico Armeni

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