Archive for Aprile 2008
Esito Elezioni del Comune di Roma, e del Municipio Xvi
Aspettavo per vedere il risultato del ballottaggio per valutare il quadro politico delle elezioni a Roma, ma poi mi son reso conto che i dati alla mano, e il ballottaggio in sé, sono già da analizzare. Dopodiché, parleremo del vincitore. Ma l’esito del 13 e 14 aprile ha detto che a Roma si va al ballottaggio. Così come in più dei metà dei Municipi. Cosa che non accadeva da 14 anni. Ma andiamo con ordine.
La botta che il centro sinistra ha subito – un po’ per colpa del malgoverno di Prodi e delle sue irritanti diversità (Mastella – Bertinotti son coloro che hanno pagato alla grande e, direi, giustamente) e un po’ per la capacità comunicazione e demonizzatrice di Berlusconi – si riversa anche sulla capitale.
Capitale che è stata roccaforte del Pd, ma che per quanto riguarda la scelta del Sindaco, ha avuto “l’aggravante Rutelli”. Evidentemente la scelta di ricandidare uno che è stato giò Sindaco ai romani non è piaciuto, e ne è testimonianza il 3 percento di voti in più che Zingaretti, alla Provincia, ha preso rispetto a Rutelli: come dire che c’è gente che ha votato Zingaretti, ma che poi Rutelli non l’ha voluto votare.
Le strumentalizzazioni de “l’altra parte politica” hanno fatto sì che si dicesse che la bocciatura è anche stata fatta su Veltroni, ma sono solo supposizioni: infatti Veltroni 3 anni fa fu votato con una maggioranza assoluta schiacciante, e i dati su Roma – sicurezza a parte – sono confortanti.
Ecco, la sicurezza: l’invasione degli zingari sta pesando fortemente sulla scelta del Sindaco, e se Il Pdl si fa carico di cacciare via 20mila immigrati irregolari, è chiaro la gente è spinta da questa parte. Rutelli e Veltroni hanno aperto Roma a tutti, nel bene e nel male. La città è cresciuta culturalmente in maniera macroscopica, ma la mancanza di filtro e di arginamento delle attività e dei flussi stranieri, ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano, e che lo straniero venisse prima dei romani.
Anche per le case è così: i romani non ce la fanno più a sostenere questi costi della vita, e la vendita della casa, visti i prezzi, resta l’unico modo per fare cassa. I romani stanno sparendo dal centro, perché con un milione di euro possono farsi una villa a 15 minuti dal centro storico. Veltroni ha costruito molto sul Gra, e lì i romani si sono insediati. Ma questi quartieri nuovi sono stati davvero una conquista? All’inizio sembrava di sì (costruire in largo e non in alto), ma oggi, vedendo la situazione dei vari cantieri (gente che abita da anni senza autobus, marciapiedi, illuminazione), queste micro-città stanno condannando la politica del partito democratico, per le loro inefficienze.
Alemanno è il nuovo, e la gente punta a cambiare. Cambiare le cose in una città che meriterebbe un po’ di regole e raziocinio in più, dove i Municipi dovrebbero collaborare e non litigare sui confini. Deve finire la storia che finché è un municipio si fa la pista ciclabile, e appena la strada diventa di un altro, la pista si blocca.
A proposito di Municipi, il Sedicesimo, di cui mi son occupato in quanto “mio territorio” (vedete la sezione “Parti dal tuo territorio”) ha visto la conferma di Fabio Bellini, anche se il blocco di centro sinistra ha perso il 14 % dei consensi, più di quanti ne abbia persi a livello nazionale rispetto a Berlusconi. Una conferma con un bagno d’umiltà insomma, che potrà servire alla giunta di Centro Sinistra di ripartire dagli errori fatti e costruire un Municipio 16 più legato: il Municipio di Monteverde vede infatti delle carenze quanto a pubblica mobilità davvero inquietanti: Bellini e co. si sono quasi dimenticati che hanno progettato di costruire lungo l’Aurelia centinaia di case, eppure non danno loro, da subito, i servizi necessari per garantire diritti dovuti, scritti nella Costituzione. Pensate alla zona intorno a Panorama e al Cmaping internazionale, eppure grandissime e importanti strutture: sono legate da un tunnel pedonale a dir poco scandaloso, con vetri rotti e una fatiscienza da Bronx (poveri turisti!). Ma i valori, si sa, non si sa dove sono finiti.
Monteverde è slegato così, dall’Aurelia Antica in poi. Basta vedere come è fatta questa strada, dove dall’incrocio con l’edificio del Don Guanella in poi è assolutamente impossibile passare, nonostante le enormi “fratte” ai lati. Lo scandalo di via di Brava è poi sotto gli occhi di tutti, assediato da mignotte, sporcizia, buche e soprattutto delinquenti che aleggiano di notte intorno alle ville su cui i cittadini hanno pagato profumate tasse (e anche i costruttori, per la legge Beccalossi). E la Stazione Aurelia, da risorsa quale è, è in abbandono senza bar, senza macchina per i biglietti, con dei bagni “allucinanti”, e senza un amrciapiede di collegamento (assurdo).
Insomma, sia Rutelli (se vincesse, come i sondaggi affermano con buon margine) che Bellini dovranno dare delle belle risposte, visto che la tanto professata giustizia sociale e il rispetto per le persone da decenni decantato dalla cultura riformista e progressista, sembrano cadere sull’enorme peso dei fatti. Decisamente in contrasto con l’etica professata. Alemanno forse rappresenta un miraggio, ma se davvero ci potessimo fidare di una politica unita dal solo senso della ragione (la politica, di fatto, è una. Non puoi vedere diversamente valori inobliabili, che devono essere, e sono, comuni, di tutti), potremmo fare un grosso in bocca al lupo ad entrambi, e che vinca il migliore. Ma davvero si farà poi gli interessi di Roma e della sua gens? Crediamoci, non costa nulla… ma i fantasmi dei poteri forti e dell’ignoranza del potere e dei soldi a tutti i costi sembrano ombreggiare sui prati soleggiati della speranza di una società davvero più vivibile.
Federico Armeni

3 comments Aprile 24, 2008
Analisi Politica delle elezioni Comunali di Santa Marinella
“Ci hanno attaccato durante tutta la campagna elettorale, e io non ho fatto altro che difendermi, e questo è il risultato”. Lo aveva detto Massimiliano Fronti, che con l’aria che tirava un po’ di preoccupazione ci doveva essere per il Partito Democratico a Santa Marinella.
Pietro Tidei, il sindaco caduto per mano di 3 membri della maggioranza che una mattina hanno fatto mancare il loro voto di fiducia all’amministrazione, è invece stato eletto alla Camera dei Deputati. Una promozione che, a vedere i risultati – obiettivamente – disastrosi del candidato sindaco Massimiliano Fronti (socio di impresa di costruzioni con il figlio di Pietro Tidei), portano avanti molte domande e dubbi.
Innanzitutto passare dalla maggioranza assoluta a un quarto dei voti, incalzati addirittura dall’indipendente Mucciola, è un episodio politico più unico che raro. Bisognerebbe analizzarlo attentamente, e personalmente ci ho anche provato contattando Fronti e Tidei per delle interviste, da me elaborate e scritte, ma a cui non ho mai avuto risposta nonostante la momentanea disponibilità.
Tra le domande chiedevo di chiarire i punti per i quali sono principalmente accusati coloro che hanno governato gli ultimi anni a Santa Marinella, e cioè: il capitolo edilizia urbana, la patata bollente dei parcheggi, e l’handicap dei marciapiedi e delle piste ciclabili.
Un luogo di mare non richiede certo dei carceri o delle aree di integrazione sociale per le sacche di immigrati regolari e non che vengono nella città. Santa Marinella dovrebbe pensare alla buona vivibilità di un luogo ove sempre più romani acquistano una casa per starsene tranquilli lontani dala quotidianità stressante di Roma, ma vicini comunque alle innumerevoli attività e risorse della capitale, e per qualsiasi cosa. A Santa MArinella dovrebbe esserci lo spazio per dei bimbi di giocare senza rischiare di essere investiti, per delle macchine di accomodarsi con relax accanto alla propria casa senza girare 10 minuti per il quartiere. Dovrebbe dar modo di prendere una bici e andare al mare, così come sul mare, si dovrebbe dare diritto a tutti di accederci.
Purtroppo Santa Marinella vive oggi di queste intollerabili contraddizioni, a cui certo una sola amministrazione non può essere responsabile, ma che avrebbe potuto comunque spiegare gli episodi contestati da Bacheca -candidato del Pdl – in campagna elettorale con chiarezza e disinvoltura.
Capisco inoltre che un giovane come me che si propone di fare informazione non è visto con lo stesso entusiasmo del Messaggero, ma l’esperienza sinora fatta mi dice che parlare e spiegare è sempre un bene, e anche le piccole utenze contano, quelle del passaparola e delle ricerche mirate (come succede in internet).
Tidei e Fronti non hanno risposto alle mie domande, che credo fossero le domande giuste da porre per far sì che il Partito Demcoratico potesse essere ancora credibile, di fronte a tutte quelle cose pe rle quali la gente era a dir poco arrabbiata.
L’analisi politica su Santa Marinella porta quindi anche a Pietro Tidei, che da deputato forse potrà far qualcosa di più per una cittadina ove si stanno programmando costruzioni senza senso (che sarà di via Elcetina s enon si faranno presto strade, marciapiedi e parcheggi?), e le spiagge con accesso privato sono sempre in mano a privati, e un “poveraccio” qualunque deve scendere a Santa Severa per farsi il bagno. La contrapposizione politica fa dimenticare il lavoro per il bene comune, e la mancanza di collaborazione porta sempre a disastro.
Infine quindi, palla al vincitore: Bacheca ha la possibilità di poter dare uno sprint a Santa Marinella, che merita una dimensione diversa da quella che ha, e che deve accompagnare insieme all’importante fatto di essere diventata ormai una “appendice romana”, il fatto che è anche una cittadina dove vivere secondo natura umana, con i diritti fondamentali alla mobilità assolutamente garantiti. Ce la farà? La scommessa è aperta, e Massimiliano Fronti e Mucciola saranno sicuramente accanto al neo Sindaco per questa nuova stimolante partita.
Federico Armeni
3 comments Aprile 23, 2008
Analisi Politica delle elezioni in Italia aprile 2008
L’analisi politiche delle ultime elezioni politiche in Italia parte da due punti di vista, che sono gli stessi di cui abbiamo parlato prima del 13 e 14 aprile: l’analisi di un sistema politico italiano pieno di errori e contraddizioni, e l’analisi del risultato del voto degli elettori italiani in questo stesso sistema.

Sul primo punto stavolta mi limiterò a una semplice premessa: rimanere con quel numero di parlamentari e di senatori con gli stessi privilegi e gli stessi sprechi di sempre, è uno scandalo. Come è uno scandalo la non elezione delle persone elette, già decise prima con delle liste ferme e bloccate dai partiti. Il sistema a livello locale, infine, ha fatto sì che la proposta di un singolo cittadino a candidarsi o a farsi partecipe delle attività politiche non potesse essere accolta, se non in ragione di un “reale interesse di partito” (ad esempio, “avere da portare voti”).
Sul secondo punto, queste elezioni hanno portato al risultato positivo da noi annunciato: andare verso un sistema politico occidentale moderno. Fino a ieri avevamo ancora ramoscelli e fiori a simboleggiare delle parti politiche, oggi stiamo andando incontro alla contrapposizione tra “Democratici” e “Popolari”, un po’ come in tutto il mondo (vedi ultime elezioni americane, tra democratici e repubblicani). In Paesi più di tradizione socialista c’è una contrapposizione meno centrista e più progressista: come in Spagna, dove i socialisti, da noi scomparsi, sono al Governo e si contrappongono ai popolari.
Il merito di Walter Veltroni è indubbio, che non solo ha fatto sì che si formasse un partito democratico riconoscibile a livello mondiale, ma è riuscito anche ad escludere quella parte comunista decaduta da decenni in tutti gli altri Paesi (persino in Spagna). La scomparsa di Fausto Bertinotti meriterebbe un capitolo a parte, ma di sicuro quella sinistra dei no e delle ideologie è bene che non ci sia più, se non altro per le ragioni storiche del recente passato (due governi caduti, sempre in favore di Berlusconi).
Berlusconi, dal canto suo, ha reagito “alla Veltroni”, dimostrandosi ormai anche lui un vero politico. Ha fatto due calcoli, e ha intrapreso la strada verso il Ppe (partito popolar europeo). Ha preso due piccioni con una fava, includendo a sé An, che ancora si portava dietro strascichi fastisti, e escluso l’Udc, che in nome di interessi clericali ostacolava una politica maggiormente liberale. Scomapre il simbolo “Forza Italia” che, al pare dei ramoscleli e dei fiori, era un simbolo prettamente da Repubblica Italiana…
L’appoggio di Bossi sembra essere l’unico eventuale freno per una politica meno statalista e più liberista in Italia. Anche se forse, una politica che riparta dal dato di fatto che non si possono continuare a dare miliardi di euro al Sud per farli assolutamente sparire (dove è la Salerno – Reggio Calabria?), sarebbe necessaria.
Come hanno scritto tutti i giornali, sta ora solo e soltanto a Berlusconi dimostrare che nessuno è diavolo né santo, ma che si possono davvero fare le cose giuste anche in Italia. Il Cavaliere ha l’occasione per non stare a rispondere di processi e leggi ad personam (indubbiamente molti nodi rimasti irrisolti), ma a far parlare di fatti, di leggi per la gente, e di miglioramenti per la vita di tutti.
L’Italia è un Paese con giovani sconsolati che vogliono sempre di più emigrare, e per fermare questo flusso bisogna dare lavoro (flessibile sì, precario no) e prospettive (famiglia o comunque indipendenza).
Chi si è fatto carico di valori che dovrebbero essere condivisi (come lo stato sociale e l’ambiente… vedi Verdi e Rifondazione Comunista, guarda caso prorpio quella “sinsitra arcobaleno” purgata alle elezioni), potrebbe finalmente svelare agli italiani che era tutta una farsa per prendere poltrone, e che invece la ragione politica è una soltanto e non può certo fare a meno di valori come giustizia sociale e ambiente. E che quindi anche “l’altra parte politica”, può lavorare in ragione di interessi comuni, secondo la filosofia “sto bene, finché anche gli altri stanno bene”.
Una nuova strada si è aperta, i partiti al governo sono 6, i comunisti non esistono più nemmeno in Italia, la parte strettamente legata alla Chiesa è fuori dalla maggioranza, e il Pd inizia la strada che lo porterà tra 5 anni a presentarsi all’Italia come una grande alernativa di Governo democratica, moderna ed europeista. ça funzione moralista di una parte verso l’altra è decaduta, e dall’analisi degli errori di tutti si può ripartire con umiltà.
Auguri a Veltroni e Berlusconi, nella coscienza del fatto che allo stato delle cose si sta governando con un sistema partitocratico e non democratico, come da noi criticato e denunciato in passato. Ma le condizioni per fare comunque del bene a questo Paese ora ci sono, e non resta che “attendere fiduciosi”.
Federico Armeni
Nota: Le analisi riguardo “il mio territorio”, verranno presto pubblicate, in ragione dell’attenta analisi dei voti (nel Comune di Roma, al Municpio Xvi di Roma, e a Santa Marinella)
1 comment Aprile 17, 2008
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”
Robert Kennedy, 18 marzo 1968.

Add comment Aprile 10, 2008