Berlusconi faccia qualcosa in più per la gente, e meno per i fatti propri

Giugno 16, 2008

Se oggi chiedete agli italiani il problema della loro vita, vi rispondono “la benzina”. Tolti coloro che devono combattere con problemi più seri, come la salute, il problema della quotidianità principale è diventato spostarsi da un luogo ad un altro a quel prezzo. Quale prezzo? Comparando i prezzi europei, il prezzo più alto del mondo, cioè 1,520. In Italia si paga per un litro di benzina più che in posti dove il trasporto è più difficile (come l’isola di Palma di Mallorca, 1,316), o dove la politica è (teoricamente) più debole (come Croazia o Polonia ad esempio, dove si paga 1,250). Se quotidianamente, in media, un italiano deve spendere 15 euro di benzina, il problema si pone in maniera forte e preponderante. Se la paga media in Italia al netto delle tasse è di 55 euro al giorno, la sola benzina sembra incidere per il 20% del totale delle spese quotidiane. E la macchina in generale, ammortizzando i costi assicurativi e di mantenimento nell’arco di un anno, arriva a raggiungere il 33% dei costi.

Tutto questo Berlusconi lo sa, come lo sanno tutti quei senatori e parlamentari italiani che continuano a sedere sulle aule dei Palazzi Romani a stipendi da nababbo e con vantaggi fiscali e sociali impressionanti (dalla benzina, appunto, alle pensioni maturate dopo 2 anni e 6 mesi soltanto di lavoro).

Berlusconi è un grande comunicatore, perché riesce ad apparire come il grande salvatore, quando alla verità dei fatti non sta facendo nulla di reale e tangibile per la gente, ma, anzi, si sta impegnando in questioni di cui – francamente – la gente se ne frega. Per Berlusconi il problema sono le intercettazioni, non la benzina…

Che dire? L’amarezza dell’elettorato che ha votato in massa il centro – destra per disperazione nei confronti di un centro – sinistra troppo diviso e irritante sulle singole questioni di tutti i giorni, è già elevata. Caduto Prodi si poteva rifare una riforma elettorale che eliminava una delle due camere, e non è stato fatto. I politici rimangono i più pagati d’Europa, gli autisti continuano a portarli da casa a Montecitorio, le case a prezzi esigui nel centro storico romano continuano a prendersele loro.

E, soprattutto, la benzina continua a costare nella maniera che abbiamo prima descritto, accompagnata dal caro degli alimentari e dalla quasi incostituzionalità delle offerte telefoniche e assicurative, le più alte d’Europa.

I giornali continuano ad essere nel circolo vizioso della politica, legati a doppio filo da finanziamenti statali che ne garantiscono la sopravvivenza sì, ma anche lo sperpero.

Berlusconi riesce ad apparire meglio di Prodi, è anche più simpatico e ha delle uscite sicuramente più vicine alla gente che non il “pagare le tasse è bello” di Padoa Schioppa. Non crede che gli italiani siano “Bamboccioni”, e crede che la sicurezza sia una priorità assoluta, così come il decoro urbano e il rispetto delle regole (l’immigrazione sempre e comunque non è possibile). Eppure alla prova dei fatti sta deludendo, perché nei loro palazzi parlano di come salvare ancora una volta Rete 4 da una sentenza costituzionale che ne prevede la sostituzione con Europa 7, si pensa alle intercettazioni telefoniche, e chissà di cosa altro ancora toccherà sentire parlare in televisione.

L’autoreferenzialità di questa politica sta stancando, e i sentori di una rivoluzione popolare anche in Italia sono davvero vicini, dopo che gli operai muoiono sul lavoro senza che qualcuno faccia davvero qualcosa per controllare i cantieri e le grandi industrie, i giovani studiosi a 30 anni ancora stanno a fare dottorati e progetti a tempo determinato, e la vita quotidiana sta dissanguando le tasche e i risparmi di tutti gli italiani.

Questa volta in piazza la gente ci andrà davvero, ma stavolta non a San Giovanni, ma direttamente davanti a quei lussuosi palazzi dove ancora Napolitano, tra moniti e monitini, continua a mangiare con ipocrisia di chi sta nel sistema da decenni, senza averne mai voluto veramente il cambiamento.

Chapeau… davvero chapeau.


Federico Armeni

Entry Filed under: attualità politica e dibattiti, valutazioni politiche sull'attualità. .

1 Comment Add your own

  • 1. Valerio Moretti  |  Settembre 8, 2008 at 1:05 pm

    Attento potresti essere tacciato di demagogia…Nel nostro paese la verità ha questo nome.

    Solo non ho capito se il tuo è un blog per sfogarti o un progetto politico vero e proprio…

    Replica

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