Posts filed under 'attualità politica e dibattiti'
Mi sarebbe piaciuto avere una Politica che contasse in Italia…
In questi giorni a Teheran succe qualcosa che nessun avrebbe mai voluto che succedesse: la gente viene uccisa perche’ protesta in onore di giustizia e liberta’. Le elezioni fasulle di un dittatore a cui ormai le organizzazioni internazionali sembrano essere inermi – di fronti ai soliti ricatti del petrolio e del nucleare – hanno riversato in Itan migliaia di persone a protestare per la liberta’.
Il video che potete vedere questi giorni su Internet, ma non sia mai nelle tv protezioiste, e’ troppo, davvero troppo, drammatico. Le economie vanno avanti ignorando problemi come questo. Ma tutti si dovrebbero fermare. Fermare. Veramente.
Mi sarebbe piaciuto avere una politica forte in Italia, ma di fatto non possiamo fare niente, visto lo stato pietoso in cui stiamo, se pensiamo ai nostri media e ai nostri politici. Chi potra’ veramente far qualcosa per questa gente? Forse qualche governo forte riuscira’ a fare qualcosa per risolvere una questione internazionale drammatica. Di certo non il nostro governo…
Che peccato. Che pianto.
A voi il video shock di una ragazza uccisa in diretta dai colpi sulla folla.
Add comment Giugno 23, 2009
Berlusconi faccia qualcosa in più per la gente, e meno per i fatti propri
Se oggi chiedete agli italiani il problema della loro vita, vi rispondono “la benzina”. Tolti coloro che devono combattere con problemi più seri, come la salute, il problema della quotidianità principale è diventato spostarsi da un luogo ad un altro a quel prezzo. Quale prezzo? Comparando i prezzi europei, il prezzo più alto del mondo, cioè 1,520. In Italia si paga per un litro di benzina più che in posti dove il trasporto è più difficile (come l’isola di Palma di Mallorca, 1,316), o dove la politica è (teoricamente) più debole (come Croazia o Polonia ad esempio, dove si paga 1,250). Se quotidianamente, in media, un italiano deve spendere 15 euro di benzina, il problema si pone in maniera forte e preponderante. Se la paga media in Italia al netto delle tasse è di 55 euro al giorno, la sola benzina sembra incidere per il 20% del totale delle spese quotidiane. E la macchina in generale, ammortizzando i costi assicurativi e di mantenimento nell’arco di un anno, arriva a raggiungere il 33% dei costi.
Tutto questo Berlusconi lo sa, come lo sanno tutti quei senatori e parlamentari italiani che continuano a sedere sulle aule dei Palazzi Romani a stipendi da nababbo e con vantaggi fiscali e sociali impressionanti (dalla benzina, appunto, alle pensioni maturate dopo 2 anni e 6 mesi soltanto di lavoro).
Berlusconi è un grande comunicatore, perché riesce ad apparire come il grande salvatore, quando alla verità dei fatti non sta facendo nulla di reale e tangibile per la gente, ma, anzi, si sta impegnando in questioni di cui – francamente – la gente se ne frega. Per Berlusconi il problema sono le intercettazioni, non la benzina… (continua…)
1 comment Giugno 16, 2008
Provincia di Roma: Il wireless free che non esiste (e tim e omnitel se ne approfittano)
Che illusi, noi elettori. Leggiamo manifesti, seguiamo dibattiti, parliamo col vicino di casa, di politica. Pensiamo che la politica sia ancora in grado di azioni dirette, di scelte vere e, perché no, ingenue e spontanee. Chissà cosa deve essere successo a Zingaretti, nuovo eletto alla Presidenza della Provincia di Roma, che dopo ormai più di due mesi al “governo”, non è ancora riuscito a intavolare la prospettiva della costruzione della rete wireless free per tutti i cittadini italiani sul territorio romano, come succede in qualsiasi metropoli mondiale…
E nel frattempo tim e omnitel se ne approfittano… (con prezzi da alta borghesia…) (continua…)
Add comment Giugno 16, 2008
I punti per Santa Marinella
Ho ricevuto diverse email di lamenti per Santa Marinella, chiedendomi di unire le forze per fare dele buone proposte al nuovo sindaco Bacheca e alla nuova amministrazione. Non volendomi dilungare su ciò che sia la politica e sul perché questo Sindaco è stato eletto (sicuramente per dare risposta alle esigenze di una cittadina che era stanca di essere al centro delle progettazioni edilizie senza alcun accompagnamento strutturale relativo alla città), elenco i punti base per il “minimo indispensabile” a Santa Marinella, che manca attualmente di:
- Le strade: sono tutte strette e dissestate, senza segnaletica, tra incroci e stop fittizi e sterpaglie ai lati della strada.
- I parcheggi: attorno alle nuove abitazioni, non sono state pensate aree adibite alla sosta delle macchine. Ma se costruisci 74 case, e ci vanno 74 famiglie, dove le metti 150 macchine (almeno)?
- I rifiuti: vecchi e puzzolenti cassonetti, insufficienti per la popolazione santamarinellese in aumento, e senza opportunità di raccolta differenziata. Un cattivo esempio per l’Italia che professa di volere dare una svolta al capitolo rifiuti, dopo gli scandali di Napoli e Campania.
- Le spiagge: i rifiuti solidi pesanti rimangono per le spiagge per mesi, senza che alcun servizio manutenzione sia previsto. Le spiagge sono la risorsa per eccellenza per Santa Marinella, eppure non si fa niente per mantenerle pulite.
- La pedonalizzazione: non esiste che in una cittadina di mare non siano previste connessioni pedonali decenti, e spazio per le biciclette.
A questi punti dovrà rispondere la nuova amministrazione, che ha preso consensi criticando l’amministrazione Tidei, ma che ora è attesa dalla prova dei fatti da tutti i cittadini, che hanno votato Bacheca, e che sperano in dei cambiamenti veri, per il bene di tutti.
Federico Armeni

Add comment Giugno 1, 2008
Alemanno, e il conto con l’elettorato moderato: l’occasione per “la grande occasione”
Una delle cose maggiormente apprezzate di ciò che il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha detto, è il riconosicmento della vittoria grazie al voto di una buona fetta di elettorato “moderato”, storicamente pendente dalla parte “democratica di centro – sinistra”.
La vittoria è avvenuta grazie alla scelta di “gente di sinistra” di mettere alla prova qualcuno di diverso.
Ora Alemanno, finita la campagna elettorale, deve davvero guardare a ciò dove deve dare continuità rispetto al precedente Sindaco (Veltroni ha fatto moltissimo), e dove deve dare un segno di discontinuità (Veltroni ha tralasciato il capitolo decoro urbano, a cominciare dall’accettazione delle baraccopoli e dei campi nomadi).
Il voto dell’elettorato di sinistra ha fatto sì che davvero Alemanno avesse in mano la palla per quella grande condivisione di valori di cui la destra ha fatto motivo di campagna elettorale in questi due anni. Il fatto che la gente stessa volesse che la contrapposizione politica finisse nell’ideologia ma rimanesse nelle “scelte politiche”, ha reso possibile questo grande passo. Non si poteva più discutere di comunismo e di fascismo, e nel 2008 si è deciso di lavorare tutti in un senso comune, perché la poliica è davvero una e una sola. Si può essere divisi sul modo, ma non sulla sostanza.
La sostanza è data dall’ambiente, dallo stato sociale, dalla solidarietà, dall’economia, dalla giustizia. Il modo per raggiugere questi scopi possono essere più o meno radicali, conservatori o progressisti, ma l’importante è che non si metta mai in dubbio che un povero vada aiutato a sollevarsi dalla sua condizione, che dei giovani possano essere messi in condizione di fare una famiglia, che un parco non può essere massacrato per dei palazzoni, che la mafia sia sempre un male da estirpare.
Alemanno a Roma può e deve proseguire il piano legato alla sensibilizzazione verso i trasporti pubblici, deve continuare a programmare grandi opere (la metro è arrivata con 15 anni di ritardo, ma meglio tardi che mai… davvero si doveva aspettare Veltroni per farla? Se ne parla dagli anni ‘90 di fare 5 linee di metro!), deve proseguire nell’ottima gestione della cultura e degli eventi di qualità legati alle arti, alla musica, il cinema. Deve nel contempo ridare spinta al rispetto delle regole, all’epurazione di fenomeni come prostituzione, nomadismo e vandalismo che a Roma son diventati inaccettabili. Una discontinuità che deve essere data anche con quelle “classi di potere” di cui Alemanno ha parlato in campagna elettorale: le politiche devono essere fatte senza guardare in faccia a nessuno, pe ril bene di tutti. Nons i può rispondere alle esigenze solo di chi ha formato comitati e associazioni, e quindi porta voti. Quella politica del “tu mi porti voti quindi ti concedo questo”, deve finire.
I moderati hanno anche detto a Alemanno che quando si deve costruire e cementificare, si deve prima dare i servizi a quei cittadini che andranno a abitare nelle nuove zone create, e non fare come il precedente Sindaco, che prima ha costruito e poi ha cominciato a programmare come fare muovere la gente che ci abita e come farla stare al sicuro. Facendo vivere loro in quel frattempo (spesso 5 o 6 anni) dei disagi clamorosi.
Un Alemanno che pensi anche al presente oltre che al futuro. Che abbatta l’emergenza parcheggio, che metta le foze dell’ordine al servizio dei cittadini e non contro, che perdano tempo a controllare permessi di soggiorni e a svuotare la droga dalle macchine di sospetti, piuttosto che mandare gli ausiliari del traffico a controllare il ticket.
Un voto moderato di grande importanza, un match ball in mano alle destre per dimostrare che i valori di nazionalismo e orgoglio nazionale siano valori applicabili grazie al lavoro della gente e a una società che funzioni, piuttosto che con la forza delle armi e del despotismo.
Roma aspetta così questo nuovo Governo, e che davvero si possa ricominciare a parlare dell’Italia come un paese di luce e speranza, quel “giardino d’Europa” che tutti ci riconoscevano fino a 20 anni fa. Roma sarà il test più importante per Berlusconi e co. Aspettiamo fiduciosi: questa si dovrà dare atto che si è davvero partiti da zero, senza pregiudizi di sorta. L’occasione per “la grande occasione” è stata data, sta a questo politicanti di cui abbiamo sempre meno fiducia, sfruttarla al massimo e anche oltre le nostre più rosee attese.
Federico Armeni

Add comment Maggio 3, 2008
Esito Elezioni del Comune di Roma, e del Municipio Xvi
Aspettavo per vedere il risultato del ballottaggio per valutare il quadro politico delle elezioni a Roma, ma poi mi son reso conto che i dati alla mano, e il ballottaggio in sé, sono già da analizzare. Dopodiché, parleremo del vincitore. Ma l’esito del 13 e 14 aprile ha detto che a Roma si va al ballottaggio. Così come in più dei metà dei Municipi. Cosa che non accadeva da 14 anni. Ma andiamo con ordine.
La botta che il centro sinistra ha subito – un po’ per colpa del malgoverno di Prodi e delle sue irritanti diversità (Mastella – Bertinotti son coloro che hanno pagato alla grande e, direi, giustamente) e un po’ per la capacità comunicazione e demonizzatrice di Berlusconi – si riversa anche sulla capitale.
Capitale che è stata roccaforte del Pd, ma che per quanto riguarda la scelta del Sindaco, ha avuto “l’aggravante Rutelli”. Evidentemente la scelta di ricandidare uno che è stato giò Sindaco ai romani non è piaciuto, e ne è testimonianza il 3 percento di voti in più che Zingaretti, alla Provincia, ha preso rispetto a Rutelli: come dire che c’è gente che ha votato Zingaretti, ma che poi Rutelli non l’ha voluto votare.
Le strumentalizzazioni de “l’altra parte politica” hanno fatto sì che si dicesse che la bocciatura è anche stata fatta su Veltroni, ma sono solo supposizioni: infatti Veltroni 3 anni fa fu votato con una maggioranza assoluta schiacciante, e i dati su Roma – sicurezza a parte – sono confortanti.
Ecco, la sicurezza: l’invasione degli zingari sta pesando fortemente sulla scelta del Sindaco, e se Il Pdl si fa carico di cacciare via 20mila immigrati irregolari, è chiaro la gente è spinta da questa parte. Rutelli e Veltroni hanno aperto Roma a tutti, nel bene e nel male. La città è cresciuta culturalmente in maniera macroscopica, ma la mancanza di filtro e di arginamento delle attività e dei flussi stranieri, ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano, e che lo straniero venisse prima dei romani.
Anche per le case è così: i romani non ce la fanno più a sostenere questi costi della vita, e la vendita della casa, visti i prezzi, resta l’unico modo per fare cassa. I romani stanno sparendo dal centro, perché con un milione di euro possono farsi una villa a 15 minuti dal centro storico. Veltroni ha costruito molto sul Gra, e lì i romani si sono insediati. Ma questi quartieri nuovi sono stati davvero una conquista? All’inizio sembrava di sì (costruire in largo e non in alto), ma oggi, vedendo la situazione dei vari cantieri (gente che abita da anni senza autobus, marciapiedi, illuminazione), queste micro-città stanno condannando la politica del partito democratico, per le loro inefficienze.
Alemanno è il nuovo, e la gente punta a cambiare. Cambiare le cose in una città che meriterebbe un po’ di regole e raziocinio in più, dove i Municipi dovrebbero collaborare e non litigare sui confini. Deve finire la storia che finché è un municipio si fa la pista ciclabile, e appena la strada diventa di un altro, la pista si blocca.
A proposito di Municipi, il Sedicesimo, di cui mi son occupato in quanto “mio territorio” (vedete la sezione “Parti dal tuo territorio”) ha visto la conferma di Fabio Bellini, anche se il blocco di centro sinistra ha perso il 14 % dei consensi, più di quanti ne abbia persi a livello nazionale rispetto a Berlusconi. Una conferma con un bagno d’umiltà insomma, che potrà servire alla giunta di Centro Sinistra di ripartire dagli errori fatti e costruire un Municipio 16 più legato: il Municipio di Monteverde vede infatti delle carenze quanto a pubblica mobilità davvero inquietanti: Bellini e co. si sono quasi dimenticati che hanno progettato di costruire lungo l’Aurelia centinaia di case, eppure non danno loro, da subito, i servizi necessari per garantire diritti dovuti, scritti nella Costituzione. Pensate alla zona intorno a Panorama e al Cmaping internazionale, eppure grandissime e importanti strutture: sono legate da un tunnel pedonale a dir poco scandaloso, con vetri rotti e una fatiscienza da Bronx (poveri turisti!). Ma i valori, si sa, non si sa dove sono finiti.
Monteverde è slegato così, dall’Aurelia Antica in poi. Basta vedere come è fatta questa strada, dove dall’incrocio con l’edificio del Don Guanella in poi è assolutamente impossibile passare, nonostante le enormi “fratte” ai lati. Lo scandalo di via di Brava è poi sotto gli occhi di tutti, assediato da mignotte, sporcizia, buche e soprattutto delinquenti che aleggiano di notte intorno alle ville su cui i cittadini hanno pagato profumate tasse (e anche i costruttori, per la legge Beccalossi). E la Stazione Aurelia, da risorsa quale è, è in abbandono senza bar, senza macchina per i biglietti, con dei bagni “allucinanti”, e senza un amrciapiede di collegamento (assurdo).
Insomma, sia Rutelli (se vincesse, come i sondaggi affermano con buon margine) che Bellini dovranno dare delle belle risposte, visto che la tanto professata giustizia sociale e il rispetto per le persone da decenni decantato dalla cultura riformista e progressista, sembrano cadere sull’enorme peso dei fatti. Decisamente in contrasto con l’etica professata. Alemanno forse rappresenta un miraggio, ma se davvero ci potessimo fidare di una politica unita dal solo senso della ragione (la politica, di fatto, è una. Non puoi vedere diversamente valori inobliabili, che devono essere, e sono, comuni, di tutti), potremmo fare un grosso in bocca al lupo ad entrambi, e che vinca il migliore. Ma davvero si farà poi gli interessi di Roma e della sua gens? Crediamoci, non costa nulla… ma i fantasmi dei poteri forti e dell’ignoranza del potere e dei soldi a tutti i costi sembrano ombreggiare sui prati soleggiati della speranza di una società davvero più vivibile.
Federico Armeni

3 comments Aprile 24, 2008
Analisi Politica delle elezioni Comunali di Santa Marinella
“Ci hanno attaccato durante tutta la campagna elettorale, e io non ho fatto altro che difendermi, e questo è il risultato”. Lo aveva detto Massimiliano Fronti, che con l’aria che tirava un po’ di preoccupazione ci doveva essere per il Partito Democratico a Santa Marinella.
Pietro Tidei, il sindaco caduto per mano di 3 membri della maggioranza che una mattina hanno fatto mancare il loro voto di fiducia all’amministrazione, è invece stato eletto alla Camera dei Deputati. Una promozione che, a vedere i risultati – obiettivamente – disastrosi del candidato sindaco Massimiliano Fronti (socio di impresa di costruzioni con il figlio di Pietro Tidei), portano avanti molte domande e dubbi.
Innanzitutto passare dalla maggioranza assoluta a un quarto dei voti, incalzati addirittura dall’indipendente Mucciola, è un episodio politico più unico che raro. Bisognerebbe analizzarlo attentamente, e personalmente ci ho anche provato contattando Fronti e Tidei per delle interviste, da me elaborate e scritte, ma a cui non ho mai avuto risposta nonostante la momentanea disponibilità.
Tra le domande chiedevo di chiarire i punti per i quali sono principalmente accusati coloro che hanno governato gli ultimi anni a Santa Marinella, e cioè: il capitolo edilizia urbana, la patata bollente dei parcheggi, e l’handicap dei marciapiedi e delle piste ciclabili.
Un luogo di mare non richiede certo dei carceri o delle aree di integrazione sociale per le sacche di immigrati regolari e non che vengono nella città. Santa Marinella dovrebbe pensare alla buona vivibilità di un luogo ove sempre più romani acquistano una casa per starsene tranquilli lontani dala quotidianità stressante di Roma, ma vicini comunque alle innumerevoli attività e risorse della capitale, e per qualsiasi cosa. A Santa MArinella dovrebbe esserci lo spazio per dei bimbi di giocare senza rischiare di essere investiti, per delle macchine di accomodarsi con relax accanto alla propria casa senza girare 10 minuti per il quartiere. Dovrebbe dar modo di prendere una bici e andare al mare, così come sul mare, si dovrebbe dare diritto a tutti di accederci.
Purtroppo Santa Marinella vive oggi di queste intollerabili contraddizioni, a cui certo una sola amministrazione non può essere responsabile, ma che avrebbe potuto comunque spiegare gli episodi contestati da Bacheca -candidato del Pdl – in campagna elettorale con chiarezza e disinvoltura.
Capisco inoltre che un giovane come me che si propone di fare informazione non è visto con lo stesso entusiasmo del Messaggero, ma l’esperienza sinora fatta mi dice che parlare e spiegare è sempre un bene, e anche le piccole utenze contano, quelle del passaparola e delle ricerche mirate (come succede in internet).
Tidei e Fronti non hanno risposto alle mie domande, che credo fossero le domande giuste da porre per far sì che il Partito Demcoratico potesse essere ancora credibile, di fronte a tutte quelle cose pe rle quali la gente era a dir poco arrabbiata.
L’analisi politica su Santa Marinella porta quindi anche a Pietro Tidei, che da deputato forse potrà far qualcosa di più per una cittadina ove si stanno programmando costruzioni senza senso (che sarà di via Elcetina s enon si faranno presto strade, marciapiedi e parcheggi?), e le spiagge con accesso privato sono sempre in mano a privati, e un “poveraccio” qualunque deve scendere a Santa Severa per farsi il bagno. La contrapposizione politica fa dimenticare il lavoro per il bene comune, e la mancanza di collaborazione porta sempre a disastro.
Infine quindi, palla al vincitore: Bacheca ha la possibilità di poter dare uno sprint a Santa Marinella, che merita una dimensione diversa da quella che ha, e che deve accompagnare insieme all’importante fatto di essere diventata ormai una “appendice romana”, il fatto che è anche una cittadina dove vivere secondo natura umana, con i diritti fondamentali alla mobilità assolutamente garantiti. Ce la farà? La scommessa è aperta, e Massimiliano Fronti e Mucciola saranno sicuramente accanto al neo Sindaco per questa nuova stimolante partita.
Federico Armeni
3 comments Aprile 23, 2008
Analisi Politica delle elezioni in Italia aprile 2008
L’analisi politiche delle ultime elezioni politiche in Italia parte da due punti di vista, che sono gli stessi di cui abbiamo parlato prima del 13 e 14 aprile: l’analisi di un sistema politico italiano pieno di errori e contraddizioni, e l’analisi del risultato del voto degli elettori italiani in questo stesso sistema.

Sul primo punto stavolta mi limiterò a una semplice premessa: rimanere con quel numero di parlamentari e di senatori con gli stessi privilegi e gli stessi sprechi di sempre, è uno scandalo. Come è uno scandalo la non elezione delle persone elette, già decise prima con delle liste ferme e bloccate dai partiti. Il sistema a livello locale, infine, ha fatto sì che la proposta di un singolo cittadino a candidarsi o a farsi partecipe delle attività politiche non potesse essere accolta, se non in ragione di un “reale interesse di partito” (ad esempio, “avere da portare voti”).
Sul secondo punto, queste elezioni hanno portato al risultato positivo da noi annunciato: andare verso un sistema politico occidentale moderno. Fino a ieri avevamo ancora ramoscelli e fiori a simboleggiare delle parti politiche, oggi stiamo andando incontro alla contrapposizione tra “Democratici” e “Popolari”, un po’ come in tutto il mondo (vedi ultime elezioni americane, tra democratici e repubblicani). In Paesi più di tradizione socialista c’è una contrapposizione meno centrista e più progressista: come in Spagna, dove i socialisti, da noi scomparsi, sono al Governo e si contrappongono ai popolari.
Il merito di Walter Veltroni è indubbio, che non solo ha fatto sì che si formasse un partito democratico riconoscibile a livello mondiale, ma è riuscito anche ad escludere quella parte comunista decaduta da decenni in tutti gli altri Paesi (persino in Spagna). La scomparsa di Fausto Bertinotti meriterebbe un capitolo a parte, ma di sicuro quella sinistra dei no e delle ideologie è bene che non ci sia più, se non altro per le ragioni storiche del recente passato (due governi caduti, sempre in favore di Berlusconi).
Berlusconi, dal canto suo, ha reagito “alla Veltroni”, dimostrandosi ormai anche lui un vero politico. Ha fatto due calcoli, e ha intrapreso la strada verso il Ppe (partito popolar europeo). Ha preso due piccioni con una fava, includendo a sé An, che ancora si portava dietro strascichi fastisti, e escluso l’Udc, che in nome di interessi clericali ostacolava una politica maggiormente liberale. Scomapre il simbolo “Forza Italia” che, al pare dei ramoscleli e dei fiori, era un simbolo prettamente da Repubblica Italiana…
L’appoggio di Bossi sembra essere l’unico eventuale freno per una politica meno statalista e più liberista in Italia. Anche se forse, una politica che riparta dal dato di fatto che non si possono continuare a dare miliardi di euro al Sud per farli assolutamente sparire (dove è la Salerno – Reggio Calabria?), sarebbe necessaria.
Come hanno scritto tutti i giornali, sta ora solo e soltanto a Berlusconi dimostrare che nessuno è diavolo né santo, ma che si possono davvero fare le cose giuste anche in Italia. Il Cavaliere ha l’occasione per non stare a rispondere di processi e leggi ad personam (indubbiamente molti nodi rimasti irrisolti), ma a far parlare di fatti, di leggi per la gente, e di miglioramenti per la vita di tutti.
L’Italia è un Paese con giovani sconsolati che vogliono sempre di più emigrare, e per fermare questo flusso bisogna dare lavoro (flessibile sì, precario no) e prospettive (famiglia o comunque indipendenza).
Chi si è fatto carico di valori che dovrebbero essere condivisi (come lo stato sociale e l’ambiente… vedi Verdi e Rifondazione Comunista, guarda caso prorpio quella “sinsitra arcobaleno” purgata alle elezioni), potrebbe finalmente svelare agli italiani che era tutta una farsa per prendere poltrone, e che invece la ragione politica è una soltanto e non può certo fare a meno di valori come giustizia sociale e ambiente. E che quindi anche “l’altra parte politica”, può lavorare in ragione di interessi comuni, secondo la filosofia “sto bene, finché anche gli altri stanno bene”.
Una nuova strada si è aperta, i partiti al governo sono 6, i comunisti non esistono più nemmeno in Italia, la parte strettamente legata alla Chiesa è fuori dalla maggioranza, e il Pd inizia la strada che lo porterà tra 5 anni a presentarsi all’Italia come una grande alernativa di Governo democratica, moderna ed europeista. ça funzione moralista di una parte verso l’altra è decaduta, e dall’analisi degli errori di tutti si può ripartire con umiltà.
Auguri a Veltroni e Berlusconi, nella coscienza del fatto che allo stato delle cose si sta governando con un sistema partitocratico e non democratico, come da noi criticato e denunciato in passato. Ma le condizioni per fare comunque del bene a questo Paese ora ci sono, e non resta che “attendere fiduciosi”.
Federico Armeni
Nota: Le analisi riguardo “il mio territorio”, verranno presto pubblicate, in ragione dell’attenta analisi dei voti (nel Comune di Roma, al Municpio Xvi di Roma, e a Santa Marinella)
1 comment Aprile 17, 2008
Non c’era bisogno di Beppe Grillo per ricordare “l’incantesimo elettorale”…
Proprio qualche giorno fa, ho sostenuto la differenza tra partitocrazia e democrazia. In Italia siamo alla partitocrazia più pura, limpida e istituzionalizzata, e perciò andare alle urne significa votare per quella parte di cui si trae del beneficio diretto, tramite la persona che si elegge e tramite una “unione di interessi” tra gli eletti.
Le persone libere, non devono votare.
Beppe Grillo, con dei toni da rissa a mio avviso diseducativi e spettacolarizzati – ma comprensibili perché come ricorda lui onestamente “sono un comico – ricorda in un post di oggi come i giochi siano già stati fatti, ben prima che si voti.
Scrive:
“Il vostro voto non serve. I giochi sono stati fatti. Non ci credete? Prima delle elezioni pubblicherò la composizione della Camera e del Senato, nome per nome, prescritto per prescritto, condannato per condannato. Dopo le elezioni, controllate chi è stato eletto. Se le mie previsioni risulteranno esatte, vuol dire che vi hanno preso per il culo.”
Posso solo aggiungere che ci sarà una oscillazione di questo “pronostico”, del 5 – 8 %, cioè massimo un 8 o 9 deputati e senatori che verranno eletti da una parte anziché un’altra.
Grillo lo ricorda, così il suo movimento disfattista di persone che vengono sul suo sito, che leggono, si lamentano e non fanno nulla, può così ricominciare a spendere parole tra sarcasmo e lamentela, senza poi però fare nulla di fatto.
La difficoltà con cui si sono formate le liste a livello locale col nome di Beppe Grillo conferma la poca volontà di giovani e persone libere di voler combattere, almeno quelle che seguono attonite allo “schifo”che accade nel nostro Paese (molti contenuti, reprotage e video di Youtube documentano ipocrisie e conflitti morali della politica).
Tutti sono presi dalla loro playstation, dalle loro serate in discoteca, dalle partite a poker…
Ecco perché qui continuo a sostenere che la politica la possiamo fare tutti, non candidandosi e vendendosi al miglior offerente, ma usando gli strumenti che la democrazia ci ha dato, e che sta a noi far valere. Perdere tempo? Beh, tocca decidere cosa sia “perdere tempo”, se divertirsi o costruire qualcosa per far sì che qualcosa cambi, e la nostra frustrazione psicologica (quella sì che fa male) si attenui.
Possibile che non si capisca che questa assoluta voglia di andarsene, di emigrare, di mollare tutto, di “lasciarli stare”, fa parte del gioco di gente candidata per 5, 6 ,7 volte consecutive? I giornali purtroppo sono finanziati da loro, e la verità rimarrà sempre una verità assolutamente fittizia e al servizio di volontà programmatiche di queste persone che poco hanno a che vedere con la democrazia e gli interessi della società.
Fate politica, allacciate i rapporti coi vostri municpi, guardate in faccia le PERSONE, che vi governano. eEchiedete, prendetevi il telefono, l’email, incalzateli, seguite le riunioni e ciò che fanno.
L’uomo può tutto, ma davanti alle coscienze degli altri uomini, deve sempre fermarsi.
Buona azione civile e democratica a voi tutti.
Credeteci, e le cose cambieranno davvero.
Federico Armeni
L’articolo di Grillo sulle “liste Merlin”

Add comment Marzo 17, 2008
“Berlusconi e la precaria”: in scena un altro film che non ci interessa
Berlusconi fa una battuta. E chi l’ha vista in diretta, sembrava assolutamente innocua. Una battuta, in mezzo al calderone di una politica cupa, gretta e con pochi sorrisi. Dal giorno dopo, quella sinistra musona che parla di “serietà” dalla precedente campagna elettorale (la gente ha la memoria corta: “la serietà al governo”, recitava il cartellone pubblicitario di Prodi), è pronta a urlare e condannare Silvio Berlusconi. Un film già visto, e un remake al quale l’elettorato storico di sinistra si è davvero stancato. Vediamo i motivi della polemica, e le ragioni profonde del dibattito, tra strumentalizzazioni e spettacolarizzazioni.Vi raccontiamo una storia. un preambolo. C’era una volta una”parte politica”, che decise di rappresentare e incarnare in sé i valori condivisi della famiglia, della solidarietà sociale, dell’ambientalismo, dell’innovazione, della cultura. Questa parte politica ha messo dalla suaaaprte tutto il “buono” dell’Italia, tutti quei giovani che credevano in certi valori, e che quindi si sentivano rappresentati da certe parole.
Col tempo si è capito che questi “buoni”, non erano rappresentati da quella parte politica. Presto la rete di interessi e l’enorme catena di “magna – magna” tra amici e parenti di queste “brave persone”, avrebbe prevaricato l’interesse della gente libera.
Questa parte politica era quella di sinistra, quella progressista, quella che in tutto il mondo cerca di incarnare i valori di solidarietà, integrazione, economia sostenibile e via dicendo. Andando al governo però, ha fallito, e rifallito. E fallito ancora.
Chi si è contrapposto alla parte dei “buoni valori”, è sempre stato etichettato come un fascista, come un antiliberale, come il “cattivo”. Con Berlusconi il gioco sembrava essere finito, visto che un personaggio così forte economicamente era capace di contrapporsi a quella “sinistra buona” con molte armi. Nel nome dell’anti-berlusconismo, ancora oggi è unita quella sinistra democratica che – spogliatasi finalmente dele vesti diaboliche dei comunisti (pensate che dietro la “sinistra arcobaleno” son sorti almeno 3 simboli con falce e martello… che se si sommano ai due già presenti nella sinistra arcobaleno, fanno ben 5 partiti di esplicita matrice leninian-marxista… nemmeno in Russia si contano tanti partiti comunisti!) – ha scoperto che le armi della faziosità e della strumentalizzazione e demonizzazione sono ancora valide.
Purtroppo nessuno è santo, e uno con la storia di Berlusconi ha molto da pagare dazio ancora oggi. E anche in virtù dei suoi 72 anni sembra non poter essere il futuro dell’Italia. Ma se però, il suo movimento politica Forza Italia, è ancora una scatola semi vuotain cui la gente per bene potrebbe entrare per fare azione politica, questa scatola fatica a riempirsi proprio per il vuoto culturale che c’è a destra, e in virtù del fatto che tutti siamo “caduti” nel trucchetto di chi si è fatto portavoce di tutti i valori “buoni e ragionevoli”, quando questi dovrebbero essere condivisi da tutti, nessuno escluso.
Il dramma del vedere però una “sinistra coi baffetti”, sempre pronta a bacchettare e a moralizzare su tutto, non fa altro che spingere le persone di buon senso, quella famosa “parte buona dell’Italia”, a non sostenere chi è oggi etichetabile come ipocrita senza alcuna riserva. Le guerre questa sinistra le ha fatte e finanziate, i favori li ha fatti a Confinidustria e non al piccoloimprenditore (imperdonabile il taglio del cuneo fiscale alle aziende con più di 15 dipendenti, e quindi l’esclusione del vantaggio fiscale dei piccoli imprenditori, di chi sta in una tabaccheria dalla mattina alla sera).
Chi ha visto la trasmissione tv ha potuto notare come alla precaria Berlusconi abbia risposto con una battuta. Come chi vide il comizio a Milano quando stracciò i fogli che simbolicamente rappresentava il programma del Pd, ha visto come Berlusconi non abbia stracciato il programma del pd, bensì dei fogli dic arta vuori, e soprattutto non per dire “me ne frego del loro programma”, o un qualcosa come “ci sputo sorpa le loro idee”, ma anzi appariva come un gesto solamente spettacolare che sottolineava come i programmi della sinistra siano fatti per poi non essere rispettati.
Che Berlusconi a questo punto abbia certi media contro, sembra essere palese. E il comportamento della siniatra non sta facendo altro che avvalorare le idee sostenute da Silvio, allora quasi incomprensibili, ma oggi forti di fondamento. Perché se un tg dice che Berlusconi straccia il programma del pd, da una notizia falsa. Erano fogli bianchi, e lui stava dicendo come i programmi Prodi e co. non li rispettino ma anzi siano carta straccia.
La faziosità è tutta nel non constatare il passato, nel non ammettere nulla. Del programma, di più di 100 pagine, nessuna pagina è stata applicata nel precedente governo. E ora, cosa c’è da offendersi?
Il dibattito, così, comincia a diventare assolutamente fuorviante, visto che si sposta l’attenzione su una battuta e non sul fatto che sia intollerabile che oggi il lavoro sia dettato da contratti di 3 o 5 anni senza prospettive future. E la sinistra non può accusare solo Berlusconi di questa situazione, visto che non ha fatto nulla per modificare il corso delle cose.
Fermo restando che in Campania ancora sussistono i rifiuti per strada. Come al Sud rimane sistematico pagare il pizzo, e come a Roma si accetti normalmente che ci siano 20 campi nomadi i quali abitanti zozzano e rubano tutto il giorno. Forse, sarebbe questo il film di cui bisognerebbe parlare, e non di “Berlusconi e la precaria”…
Federico Armeni
Add comment Marzo 14, 2008