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Esito Elezioni del Comune di Roma, e del Municipio Xvi
Aspettavo per vedere il risultato del ballottaggio per valutare il quadro politico delle elezioni a Roma, ma poi mi son reso conto che i dati alla mano, e il ballottaggio in sé, sono già da analizzare. Dopodiché, parleremo del vincitore. Ma l’esito del 13 e 14 aprile ha detto che a Roma si va al ballottaggio. Così come in più dei metà dei Municipi. Cosa che non accadeva da 14 anni. Ma andiamo con ordine.
La botta che il centro sinistra ha subito – un po’ per colpa del malgoverno di Prodi e delle sue irritanti diversità (Mastella – Bertinotti son coloro che hanno pagato alla grande e, direi, giustamente) e un po’ per la capacità comunicazione e demonizzatrice di Berlusconi – si riversa anche sulla capitale.
Capitale che è stata roccaforte del Pd, ma che per quanto riguarda la scelta del Sindaco, ha avuto “l’aggravante Rutelli”. Evidentemente la scelta di ricandidare uno che è stato giò Sindaco ai romani non è piaciuto, e ne è testimonianza il 3 percento di voti in più che Zingaretti, alla Provincia, ha preso rispetto a Rutelli: come dire che c’è gente che ha votato Zingaretti, ma che poi Rutelli non l’ha voluto votare.
Le strumentalizzazioni de “l’altra parte politica” hanno fatto sì che si dicesse che la bocciatura è anche stata fatta su Veltroni, ma sono solo supposizioni: infatti Veltroni 3 anni fa fu votato con una maggioranza assoluta schiacciante, e i dati su Roma – sicurezza a parte – sono confortanti.
Ecco, la sicurezza: l’invasione degli zingari sta pesando fortemente sulla scelta del Sindaco, e se Il Pdl si fa carico di cacciare via 20mila immigrati irregolari, è chiaro la gente è spinta da questa parte. Rutelli e Veltroni hanno aperto Roma a tutti, nel bene e nel male. La città è cresciuta culturalmente in maniera macroscopica, ma la mancanza di filtro e di arginamento delle attività e dei flussi stranieri, ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano, e che lo straniero venisse prima dei romani.
Anche per le case è così: i romani non ce la fanno più a sostenere questi costi della vita, e la vendita della casa, visti i prezzi, resta l’unico modo per fare cassa. I romani stanno sparendo dal centro, perché con un milione di euro possono farsi una villa a 15 minuti dal centro storico. Veltroni ha costruito molto sul Gra, e lì i romani si sono insediati. Ma questi quartieri nuovi sono stati davvero una conquista? All’inizio sembrava di sì (costruire in largo e non in alto), ma oggi, vedendo la situazione dei vari cantieri (gente che abita da anni senza autobus, marciapiedi, illuminazione), queste micro-città stanno condannando la politica del partito democratico, per le loro inefficienze.
Alemanno è il nuovo, e la gente punta a cambiare. Cambiare le cose in una città che meriterebbe un po’ di regole e raziocinio in più, dove i Municipi dovrebbero collaborare e non litigare sui confini. Deve finire la storia che finché è un municipio si fa la pista ciclabile, e appena la strada diventa di un altro, la pista si blocca.
A proposito di Municipi, il Sedicesimo, di cui mi son occupato in quanto “mio territorio” (vedete la sezione “Parti dal tuo territorio”) ha visto la conferma di Fabio Bellini, anche se il blocco di centro sinistra ha perso il 14 % dei consensi, più di quanti ne abbia persi a livello nazionale rispetto a Berlusconi. Una conferma con un bagno d’umiltà insomma, che potrà servire alla giunta di Centro Sinistra di ripartire dagli errori fatti e costruire un Municipio 16 più legato: il Municipio di Monteverde vede infatti delle carenze quanto a pubblica mobilità davvero inquietanti: Bellini e co. si sono quasi dimenticati che hanno progettato di costruire lungo l’Aurelia centinaia di case, eppure non danno loro, da subito, i servizi necessari per garantire diritti dovuti, scritti nella Costituzione. Pensate alla zona intorno a Panorama e al Cmaping internazionale, eppure grandissime e importanti strutture: sono legate da un tunnel pedonale a dir poco scandaloso, con vetri rotti e una fatiscienza da Bronx (poveri turisti!). Ma i valori, si sa, non si sa dove sono finiti.
Monteverde è slegato così, dall’Aurelia Antica in poi. Basta vedere come è fatta questa strada, dove dall’incrocio con l’edificio del Don Guanella in poi è assolutamente impossibile passare, nonostante le enormi “fratte” ai lati. Lo scandalo di via di Brava è poi sotto gli occhi di tutti, assediato da mignotte, sporcizia, buche e soprattutto delinquenti che aleggiano di notte intorno alle ville su cui i cittadini hanno pagato profumate tasse (e anche i costruttori, per la legge Beccalossi). E la Stazione Aurelia, da risorsa quale è, è in abbandono senza bar, senza macchina per i biglietti, con dei bagni “allucinanti”, e senza un amrciapiede di collegamento (assurdo).
Insomma, sia Rutelli (se vincesse, come i sondaggi affermano con buon margine) che Bellini dovranno dare delle belle risposte, visto che la tanto professata giustizia sociale e il rispetto per le persone da decenni decantato dalla cultura riformista e progressista, sembrano cadere sull’enorme peso dei fatti. Decisamente in contrasto con l’etica professata. Alemanno forse rappresenta un miraggio, ma se davvero ci potessimo fidare di una politica unita dal solo senso della ragione (la politica, di fatto, è una. Non puoi vedere diversamente valori inobliabili, che devono essere, e sono, comuni, di tutti), potremmo fare un grosso in bocca al lupo ad entrambi, e che vinca il migliore. Ma davvero si farà poi gli interessi di Roma e della sua gens? Crediamoci, non costa nulla… ma i fantasmi dei poteri forti e dell’ignoranza del potere e dei soldi a tutti i costi sembrano ombreggiare sui prati soleggiati della speranza di una società davvero più vivibile.
Federico Armeni

3 comments Aprile 24, 2008