Posts filed under 'La politica giovane'
Fare politica in Italia: per noi giovani è doveroso
Come scrivo sulle pagine manifesto del sito – oggi completate – bisogna partire dal proprio territorio per fare politica da giovani.
Con azioni che per fortuna, grazie alla democrazia conquistata con fatica dal nostro Paese, possiamo (e dobbiamo) utilizzare. Sono semplici: basta organizzarsi, mettere per iscritto certe cose, guardare nelle palle degli occhi chi ti governa. Leggete e sfogliate il sito.
Presto la sezione per cominciare a unirci e conoscerci per cambiare idee, proposte e confronti, per chi come me non crede che davvero l’Italia sia diventato un Paese da cui scappare e basta… o quantomeno che questo sia talmente doloroso da dover comunque far qualcosa per lottare uniti… guardatevi attorno, nei vostri amici, nevostri colleghi, compagni, e vedete che c’è un Italia che studia, un Italia che lavora, un Italia che crede. C’è, diavolo, c’è!
Emigrare è sempre una sconfitta, ricordiamocelo (molto diverso da viaggiare o fare esperienza all’esterom cose importanti e stupende, ma che niente hanno a che vedere con lo scappare e il fuggire senza far niente per il luogo a cui apparteniamo)!
Federico Armeni

Add comment Marzo 8, 2008
Gli obiettivi di una politica capace di dare risposta alle esigenze
Sogno una politica fatta di obiettivi possibili da raggiungere. In cui solo un giovane può credere, perché non è ancora arrivato a quella disillusione alla quale siamo tutti condannati quando abbiamo cercato una cosa per 40 o 50 anni, senza aver visto mai la possibilità di ottenerla.
Solo un giovane può crederci, solo noi possiamo cambiare le cose. Perché vogliamo, perché lo sognamo. Non vogliamo “abituarci” al degrado, far finta di niente su cose laceranti i diritti fondamentali di civiltà e vivere comune (un esempio? le prostitute per strade: una cosa davvero intollerabile, ma alla quale le “vecchie generazioni” hanno fatto ormai il callo).
Vi invito alla pagina sugli obiettivi: Obiettivi sul campo
Presto potrete sottoscrivere la politica nata da questo blog, che spero vivamente dia voce a tanti come me, che magari non hanno la posssibilità di poter esternare su un blog i loro sogni e le loro intenzioni per una società migliore, per sé e per chi ci sta intorno.
Spero davvero sarete numerosi, e soprattutto che partecipiate alla costruzione di un qualcosa di vero, di grande, di tangibile, di reale.
Federico Armeni

Add comment Febbraio 22, 2008
Liste bloccate
Uno dei problemi della democrazia italiana è la famosa partitocrazia. Il concetto che la politica si possa farla solo entrando in una sede di partito chiedendo in punta di piedi il permesso per fare qualcosa, è ormai scontato.
La famigerata rivoluzione non può certo avvenire dall’oggi al domani, e i piccoli segnali che stiamo vedendo questi giorni nella nostra politica, sono quasi dei pagliativi se pensiamo che noi, di fatto, non possiamo pensare di candidarci, di fare sul campo un’azione politica, sociale, economica.
Bisogna comunque schierarsi. Da una parte o dall’altra.
Finché rimarrà questa contrapposizione, dove il peccato non sembra essere esente in nessunissima parte, un giovane non può entrare in politica in maniera pura. Eppure noi vogliamo solo rimanere le persone che siamo, vogliamo rimanere puri. Non venderci l’anima. Portare avanti idee nostre, non “di partito”.
Le liste bloccate del Partito Democratico sono in controtendenza alla tanto promossa “aria di novità” che Veltroni ha annunciato. Un’aria di novità che purtroppo puzza di pesce scongelato, perché a quanto mi risulta i vari Amato – D’alema- Turco – Bindi e via dicendo sono sempre là e anzi assumono posizioni sempre più forti.
Il Popolo delle Libertà è aperto maggiormente ai giovani e a chi volesse entrare “in campo”, ma anche qui i dubbi sono su quel simbolo, sul fatto che tocca comunque schierarsi sotto un simbolo e un nome viziati. Le facce di Ronchi-Schifani-Bonaiuti-La russa-Tremonti-Vito aleggiano sovrane, e se le nuove facce sono la Branbilla e la Prestigiacomo (imbarazzante), dovete dirmi come, anche la buona opportunità offerta da Silvio Berlusconi, possa essere davvero tale. Si può fare azione vera e pura con quella classe dirigente?
Le liste bloccate sono un problema tutto di sinistra, dove ci si accoda per un posto, e dove conoscenze, amicizie e promozioni interne sono all’ordine del giorno. E dove uno sconosciuto che entra nel circolo non è visto come una risorsa, ma come un rompipalle, e nel migliore dei casi come un voto da prendere. Le liste molto meno bloccate del Popolo della Libertà sembrano però non convincere per la struttura del partito che non sembra fatto davvero da giovani realtà e soprattutto da gente competente e piena di sensibilità quale ci sia davvero bisogno. E’ allo stesso modo vero che se non abbattiamo le nostre remore vero quell’immagine e quell’ideale, la politica non la si riuscirà forse mai a farla. Forse bisognerebbe tentare, e vedere fino a che punto la propria libertà di pensiero / azione può andare avanti.
Questo post era un post dovuto per analizzare uno degli aspetti pratici più importanti della politica italiana, dove di fatto se vuoi “entrare”, devi assoldarti e stare a delle regole limitanti il pensiero originario. L’idea, il sogno, il desiderio di cambiamento, sono valori che cadono sotto i colpi dell’annoso iter per fare politica, e che invece vanno assolutamente preservati.
Lasciamo correre le nostre idee, liberate i vostri sogni, tramutate il vostro desiderio di cambiamento in qualcosa di buono e di propositivo.
Federico Armeni

Add comment Febbraio 22, 2008
Ripartiamo dai “giovani”: quelli che una volta la facevano la politica
Come primo post non posso che partire da quello che sono, da quello che credo di rappresentare, e da ciò che crea la convinzione di una politica che sia davvero coincidente con quella definizione onorevole che troviamo sui dizionari e sui libri di filosofia: “l’essere giovani”.
La condizione prima per la buona politica, infatti, è avere delle prospettive., di lunga data. Altra condizione è l’entusiasmo. Altre condizioni sono le idee, le energie, la capacità di creare proposte innovative, progressiste, migliorative e non peggiorative o retrogradi rispetto al presente o al recente passato.
In Italia la condizione di GIOVANE è completamente sparita. Un uomo a 34 anni è a seguire le orme di qualche baronne o a chiedere umilmente spazio ai “grandi vecchi”. A 40 anni sei un giovane. A 50 uno che “inizia a fare sul serio”. Solo quando sei sui 60 sei pronto per governare un paese.
Eppure io vedo mio padre che ha 62 anni, ed è davanti a un fuoco a muovere i tizzoni del legno incandescente. Vedo me che chiamo, scrivo, esco, rientro, riesco, mi incazzo, sorrido, incontro, conosco… un fermento continuo. L’emblema di come sia la politica e di come dovrebbe essere ce l’abbiamo proprio in casa. Vediamo quei genitori presi a soddisfare i loro bisogni e a sistemare i propri figli, a spendere per il mangiare, il vestire e sistemare casa. Noi che invece vogliamo CAMBIARE IL MONDO.
Lo spirito della politica deve essere per forza armato di quella energia divampante che è di una persona che può fare un’azione politica per giovarne veramente, a cominciare da lui. Un uomo di 65 anni non può certo proporre ad esempio una poilitica ambientale sui 30-40 anni (come cè bisogno di fare, eprché in ambiente non si risolve un problema in 2 anni, ma in una programmazione costante, lenta e unita, nel tempo e da parte di tutti) con la stessa forza con cui può farlo un trentenne. Pensate che soddisfazione incommensurabile, vicina al divino, potrebbe essere per una classe politica giovane che vede realizzato il progetto di annullamento dei gas serra e dell’applicazione reale, costante e definitiva delle energie rinnovabili. Avrebbe praticamente garantito altri milioni di vita a questo Pianeta.
Essendo un primo post, posso solo partire che da questa “piccola cosa”, sperando che col tempo e con lo scorrere delle parole si formi l’idea di politica che voglio trasmettere e comunicare a tutti i miei coetanei in primis, schiacciati da una generazione che a mio avviso si è presa tutto e che ora è arrivato il momento che ci lasci davvero qualcosa, aldilà dell’elemossina di una laurea e di un monolocale tutto per noi.
Fateci fare politica, fateci realizzare i nostri sogni, fateci realizzare le nostre intenzioni.
O andremo incontro a una generazione di frustrati psicologicamente, senza realizzazione dell’Io e senza alcuna possibilità di fare davvero qualcosa per chi ci sta attorno.
Federico Armeni




Add comment Gennaio 10, 2008