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Proposta per Roma: adibire tutto il verde a risorsa per i cittadini, a pagamento
Nel manifesto de “La mia politica” potete leggere come tocca partire dal proprio territorio per fare politica. Partite dalla vostra via, da quel verde abbandonato, da quella fermata dell’autobus fatiscente, e così via.
Ecco che per la mia città, che è Roma, vorrei proporre su queste pagine una cosa che, parlando con la gente, ho scoperto potrebbe essere preso con certo entusiasmo: adibire gli infiniti spazi verdi di Roma, soprattutto in periferia, a verde pubblico per l’utilizzo da parte dei cittadini. Fare un ingresso, due persone con un gazebetto all’ingresso, e un ingresso di 1- 2 euro a persona, e 50cents – 1 euro per cane, con possibilità di fare tessera annuali o mensili come quelle dell’autobus.
Questo comporterebbe il recupero di boschi e prati che nella capitale, che ammontano a più di mille. Pensate a quei prati pieni di preservativi al Portuense, o di quelle stupende collinette a Pisana, o a Torrevecchia, sull’Aurelia, dove non ci si sente sicuri e dove l’erba è troppo alta e irregolare.
Imparare anche dal passato si può. Non si sa perché ci teniamo a Villa Pamphili o parchi più piccoli come Villa Sciarra, Villa Flora e via dicendo, e non ci viene in mente di formare “nuove ville”. Perché non fare una villa Portuense, una villa Pisana? Comprendendo che per lo Stato potrebbe essere un costo troppo alto aprire tutti questi parchi, arriva qua la proposta di farlo a pagamento, e avere gli entroiti necessari per la gestione dei parchi con gli ingressi. Fermo restando che uno sforzo anche a livello di bilancio può e deve essere fatto in questo senso. I parchi sono vita, e la gente è stanca della mancanza di posti dove portare il cane, dove far giocare i bimbi, dove strimpellare una chitarra con gli amici.
Per Roma c’è bisogno di questo sforzo, ha troppe risorse per buttarle così al vento, ha il verde, ha la gente che è tanta, e i bisogni da soddisfare sono una risorsa anche per il Comune. Insomma, il doppio risultato di recuperare aree verde regalate al degrado (baraccopoli che nemmeno ci immaginiamo nascoste dietro gli alberi, e covi per puttane e depravati), e donarle alla gente, sembra essere una cosa non solo ragionevole, ma su cui discutere seriamente.
Federico Armeni

Add comment Marzo 11, 2008