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Atterrito da questa politica

Ci voleva uno stimolo, quest’oggi, su questo blog, per rivedere una mia opnione sull’andamento politico del nostro paese, a livello locale e nazionale (ricordate: dovete partire dal VOSTRO territorio, per far qualcosa di concreto per il luogo dove siete nati).

Il livello politico dalle ultime elezioni ad oggi non è cambiato, i politicanti al Governo non prendono alcuna vera azione volta al cambiamento vero, verso il meglio, per la società. Si fanno leggi – a livello nazionale – che interessano le solite classe di potere e semmai a qualche associazione sindacale, o si continua a fare una politica territoriale volta soltanto all’ampliamento edilizio e non dei servizi alla persona – a livello locale.

La politica che dovrebbe portare dei parchi ai nostri figli, dei marciapiedi per le nostre nonne, delle aree attrezzate per i nostri animali, non esiste. La politica della meritocrazia e del premio al successo, non c’è. Tutto è propaganda, tutto è “calciomercato”, compravendita di voti e di persone. Chiesa di qua, chiesa di là, famiglie, gay, cattolici, immigrati, proprietari di case, affittuari, poveracci, poverini, borghesucci, borghesoni, aristocratici e papponi… come accontentare tutti, come dar la briciola di pane a tutti.

L’Italia va avanti così, a briciole di pane, e chi può raccoglie piu molliche per godere piu degli altri.

Ma sempre molliche sono.

Italiani, ricominciate a sognare, ricominciare a desiderare, ricominciate a volere, ricominciate a costruire davvero qualcosa. Non accettate di vedere quella cartaccia epr terra, quel vecchio secchione dell’immondizia, quello scarico abusivo a mare. Denunciate, diffondete, presenziate. Fate davvero il vostro.

Federico Armeni

Add comment Settembre 8, 2008

Rutelli bocciato, e le nuove prospettive dei Popolari a Roma

“La sconfitta di Rutelli a Roma”: molti parlano e scrivono così, prima di dire “la vittoria di Gianni Alemanno”. I 60mila votanti di centro sinistra che hanno votato Zingaretti e non Rutellli, infatti testimoniano l’insofferenza nei confronti di un candidato già visto e già sentito. Vediamo precisamente i motivi del cambiamento storico della città di Roma, che porta preoccupazioni, ma anche la prospettiva di un cambiamento veramente condiviso.

Sarà che ormai i “saluti fascisti” non preoccupano più, perché etichettati dallo stesso entourage di Fini come “ignoranti” (d’altronde il gesto è contro la legge, visto che la Repubblica Italia è fondata sul valore, condiviso, dell’antifascismo e della libertà), e dargli importanza è come dare importanza a chi dice “brucerei vivi gli zingari”, o cose del genere. Son cose che si dicono e si fanno per sfogo, sena prenderle troppo sul serio.

Ora la destra sembra più appetibile anche per i romani. Si è capito forse che il peso del passato non ha più ragion di essere, quel passato sì strumentalizzato troppe volte dalla sinistra per fare poi il proprio “porco comodo”.

E’ da qui che nasce l’insofferenza, di un elettorato così vasto e propriamente “di sinistra”, ma che oggi non si riconosce più in nessuna etichetta. “Di sinsitra” oggi significa credere in dei valori in realtà condivisi. La parte del “Popolo delle libertà” ha spinto molto in questi anni per far sì che la contrapposizione politica sia su ragioni prettamente politiche (un ponte sullo stretto o no, una casa della cultura o no?) e non ideologica. E la battaglia sembra esser vinta.

L’elettorato di centro sinsitra che si sposta è la consegna di una chiave, quella della fiducia affinché davvero si possa credere che certi errori non avvengano più e che garanzie fondamentali come ambiente, stato sociale, innovazione, siano inopinabili.

La scelta oggi, come dice Andreotti, “è tra buoni democratici”. Rutelli ha perso perché non prende più voti ideologici, non ha più quei voti della gente che “vota comunque per paura dell’altro”. Ha preso anche i voti di “ex comunisti”, che in Italia non mangiano bambini, ma hanno aiutato in maniera decisiva la costruzione di uno Stato libero. Le ideologie appartengono al passato, tutti devono lavorare per un bene comune e per valori condivisi. Bisogna puntare sui programmi e sui problemi veri della gente, e non a parole. I cambiamenti tocca vederli.

La bocciatura è per Rutelli perché Veltroni fu eletto per due volte con una maggioranza trasversale, e perché i dati sul suo lavoro sono più che positivi. Veltroni, in mezzo alla grande economia, all’aumento dei servizi, alla valorizzazione della cultura, aveva però un tallone d’achille: la “sicurezza”. Roma non è una città insicura sia per dati sia per percezione di sicurezza da parte della gente, e bisogna stare attenti almeno quanto qualsiasi altra metropoli super abitata e in cui c’è, davvero, “di tutto”.

La gente era però basita nel vedere che “i campi nomadi” siano legalizzati, basita nel vedere che una baracca possa davvero esistere senza essere smantellata, anche con “violenza”, quella di Stato, quella di forse dell’ordine pagate per mantenere decoso e pubblica sicurezza. Basiti nel vedere africani vendere griffe copiate sui ponti storici di Roma, o davanti agli stessi negozi di moda.

Il concetto che i vigili urbani dovessero occuparsi di panni stesi e macchine parcheggiate male piuttosto che degli zingari e dei malavitosi in giro a rubare, è stato rifiutato dai romani. Il concetto che operai romeni possano lavorare qui come fantasmi, in nero nei cantieri autorizzati dal Comune di Roma, senza alcun controllo, non è ammissivile. Ma come: si professa la sicurezza degli operai, e poi basta andare in un qualsiasi cantiere e vedere gente che lavora in nero senza alcuna norma di sicurezza? Insomma, la grossa ipocrisia tra il dire e il fare ha perso, e quando Rutelli dice che è stata strumentalizzata, dice una ovveità: normale puntare su un difetto – grave ed evidente – della città. Alemanno non poteva certo criticare la metropolitana o l’auditorium, il pil alle stelle e il programma di nuove costruzioni che ha dato casa a migliaia di persone. Chiaro criticare l’illegalità, sotto gli occhi di tutti.

Alemanno dovrà ora lavorare per un cambiamento condiviso, affinché parole come quelle dette da ieri sera a “Porta a Porta” da Ronchi (”l’auditorium è un ritrovo per la gente dei parioli) decadano nel vuoto dell’ignoranza davanti a qualcuno maggiormente informato di lui che gli spieghi come l’auditorium sia un polo culturale di tutti, centrale per la città, e che da lavoro a centinania di persone. E la cultura sembra essere un settore a rischio davanti ai colpi ideologici che devono necessariamente decadere, perché, anche questi, inammissibili (la cultura, è sempre il futuro. La conoscenza, il dare rispsota alle curiosità di giovani, dargli qualcosa in cui credere e di cui interessarsi).

Insomma, riuscirà davvero il centro destra ad ascoltare gli altri e abbandonare le stesse ragioni ideologiche così irritanti che c’erano dall’altra parte, e che non vogliamo ora rivedere nuovamente da questa? Che si riparta dai fatti, dalla mancanza di pedonalizzazione della città, alla mancanza di servizio pubblico, dai problemi dei parcheggi a quelli della pulizia, dai campi nomadi alle baraccopoli sul Tevere e aree verdi.

Forza Roma? Questa volta è veramente il caso di dirlo.

Federico Armeni

1 comment Maggio 3, 2008


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