Posts filed under 'valutazioni politiche sull'attualità'
Berlusconi faccia qualcosa in più per la gente, e meno per i fatti propri
Se oggi chiedete agli italiani il problema della loro vita, vi rispondono “la benzina”. Tolti coloro che devono combattere con problemi più seri, come la salute, il problema della quotidianità principale è diventato spostarsi da un luogo ad un altro a quel prezzo. Quale prezzo? Comparando i prezzi europei, il prezzo più alto del mondo, cioè 1,520. In Italia si paga per un litro di benzina più che in posti dove il trasporto è più difficile (come l’isola di Palma di Mallorca, 1,316), o dove la politica è (teoricamente) più debole (come Croazia o Polonia ad esempio, dove si paga 1,250). Se quotidianamente, in media, un italiano deve spendere 15 euro di benzina, il problema si pone in maniera forte e preponderante. Se la paga media in Italia al netto delle tasse è di 55 euro al giorno, la sola benzina sembra incidere per il 20% del totale delle spese quotidiane. E la macchina in generale, ammortizzando i costi assicurativi e di mantenimento nell’arco di un anno, arriva a raggiungere il 33% dei costi.
Tutto questo Berlusconi lo sa, come lo sanno tutti quei senatori e parlamentari italiani che continuano a sedere sulle aule dei Palazzi Romani a stipendi da nababbo e con vantaggi fiscali e sociali impressionanti (dalla benzina, appunto, alle pensioni maturate dopo 2 anni e 6 mesi soltanto di lavoro).
Berlusconi è un grande comunicatore, perché riesce ad apparire come il grande salvatore, quando alla verità dei fatti non sta facendo nulla di reale e tangibile per la gente, ma, anzi, si sta impegnando in questioni di cui – francamente – la gente se ne frega. Per Berlusconi il problema sono le intercettazioni, non la benzina… (continua…)
1 comment Giugno 16, 2008
Provincia di Roma: Il wireless free che non esiste (e tim e omnitel se ne approfittano)
Che illusi, noi elettori. Leggiamo manifesti, seguiamo dibattiti, parliamo col vicino di casa, di politica. Pensiamo che la politica sia ancora in grado di azioni dirette, di scelte vere e, perché no, ingenue e spontanee. Chissà cosa deve essere successo a Zingaretti, nuovo eletto alla Presidenza della Provincia di Roma, che dopo ormai più di due mesi al “governo”, non è ancora riuscito a intavolare la prospettiva della costruzione della rete wireless free per tutti i cittadini italiani sul territorio romano, come succede in qualsiasi metropoli mondiale…
E nel frattempo tim e omnitel se ne approfittano… (con prezzi da alta borghesia…) (continua…)
Add comment Giugno 16, 2008
I punti per Santa Marinella
Ho ricevuto diverse email di lamenti per Santa Marinella, chiedendomi di unire le forze per fare dele buone proposte al nuovo sindaco Bacheca e alla nuova amministrazione. Non volendomi dilungare su ciò che sia la politica e sul perché questo Sindaco è stato eletto (sicuramente per dare risposta alle esigenze di una cittadina che era stanca di essere al centro delle progettazioni edilizie senza alcun accompagnamento strutturale relativo alla città), elenco i punti base per il “minimo indispensabile” a Santa Marinella, che manca attualmente di:
- Le strade: sono tutte strette e dissestate, senza segnaletica, tra incroci e stop fittizi e sterpaglie ai lati della strada.
- I parcheggi: attorno alle nuove abitazioni, non sono state pensate aree adibite alla sosta delle macchine. Ma se costruisci 74 case, e ci vanno 74 famiglie, dove le metti 150 macchine (almeno)?
- I rifiuti: vecchi e puzzolenti cassonetti, insufficienti per la popolazione santamarinellese in aumento, e senza opportunità di raccolta differenziata. Un cattivo esempio per l’Italia che professa di volere dare una svolta al capitolo rifiuti, dopo gli scandali di Napoli e Campania.
- Le spiagge: i rifiuti solidi pesanti rimangono per le spiagge per mesi, senza che alcun servizio manutenzione sia previsto. Le spiagge sono la risorsa per eccellenza per Santa Marinella, eppure non si fa niente per mantenerle pulite.
- La pedonalizzazione: non esiste che in una cittadina di mare non siano previste connessioni pedonali decenti, e spazio per le biciclette.
A questi punti dovrà rispondere la nuova amministrazione, che ha preso consensi criticando l’amministrazione Tidei, ma che ora è attesa dalla prova dei fatti da tutti i cittadini, che hanno votato Bacheca, e che sperano in dei cambiamenti veri, per il bene di tutti.
Federico Armeni

Add comment Giugno 1, 2008
Alemanno, e il conto con l’elettorato moderato: l’occasione per “la grande occasione”
Una delle cose maggiormente apprezzate di ciò che il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha detto, è il riconosicmento della vittoria grazie al voto di una buona fetta di elettorato “moderato”, storicamente pendente dalla parte “democratica di centro – sinistra”.
La vittoria è avvenuta grazie alla scelta di “gente di sinistra” di mettere alla prova qualcuno di diverso.
Ora Alemanno, finita la campagna elettorale, deve davvero guardare a ciò dove deve dare continuità rispetto al precedente Sindaco (Veltroni ha fatto moltissimo), e dove deve dare un segno di discontinuità (Veltroni ha tralasciato il capitolo decoro urbano, a cominciare dall’accettazione delle baraccopoli e dei campi nomadi).
Il voto dell’elettorato di sinistra ha fatto sì che davvero Alemanno avesse in mano la palla per quella grande condivisione di valori di cui la destra ha fatto motivo di campagna elettorale in questi due anni. Il fatto che la gente stessa volesse che la contrapposizione politica finisse nell’ideologia ma rimanesse nelle “scelte politiche”, ha reso possibile questo grande passo. Non si poteva più discutere di comunismo e di fascismo, e nel 2008 si è deciso di lavorare tutti in un senso comune, perché la poliica è davvero una e una sola. Si può essere divisi sul modo, ma non sulla sostanza.
La sostanza è data dall’ambiente, dallo stato sociale, dalla solidarietà, dall’economia, dalla giustizia. Il modo per raggiugere questi scopi possono essere più o meno radicali, conservatori o progressisti, ma l’importante è che non si metta mai in dubbio che un povero vada aiutato a sollevarsi dalla sua condizione, che dei giovani possano essere messi in condizione di fare una famiglia, che un parco non può essere massacrato per dei palazzoni, che la mafia sia sempre un male da estirpare.
Alemanno a Roma può e deve proseguire il piano legato alla sensibilizzazione verso i trasporti pubblici, deve continuare a programmare grandi opere (la metro è arrivata con 15 anni di ritardo, ma meglio tardi che mai… davvero si doveva aspettare Veltroni per farla? Se ne parla dagli anni ‘90 di fare 5 linee di metro!), deve proseguire nell’ottima gestione della cultura e degli eventi di qualità legati alle arti, alla musica, il cinema. Deve nel contempo ridare spinta al rispetto delle regole, all’epurazione di fenomeni come prostituzione, nomadismo e vandalismo che a Roma son diventati inaccettabili. Una discontinuità che deve essere data anche con quelle “classi di potere” di cui Alemanno ha parlato in campagna elettorale: le politiche devono essere fatte senza guardare in faccia a nessuno, pe ril bene di tutti. Nons i può rispondere alle esigenze solo di chi ha formato comitati e associazioni, e quindi porta voti. Quella politica del “tu mi porti voti quindi ti concedo questo”, deve finire.
I moderati hanno anche detto a Alemanno che quando si deve costruire e cementificare, si deve prima dare i servizi a quei cittadini che andranno a abitare nelle nuove zone create, e non fare come il precedente Sindaco, che prima ha costruito e poi ha cominciato a programmare come fare muovere la gente che ci abita e come farla stare al sicuro. Facendo vivere loro in quel frattempo (spesso 5 o 6 anni) dei disagi clamorosi.
Un Alemanno che pensi anche al presente oltre che al futuro. Che abbatta l’emergenza parcheggio, che metta le foze dell’ordine al servizio dei cittadini e non contro, che perdano tempo a controllare permessi di soggiorni e a svuotare la droga dalle macchine di sospetti, piuttosto che mandare gli ausiliari del traffico a controllare il ticket.
Un voto moderato di grande importanza, un match ball in mano alle destre per dimostrare che i valori di nazionalismo e orgoglio nazionale siano valori applicabili grazie al lavoro della gente e a una società che funzioni, piuttosto che con la forza delle armi e del despotismo.
Roma aspetta così questo nuovo Governo, e che davvero si possa ricominciare a parlare dell’Italia come un paese di luce e speranza, quel “giardino d’Europa” che tutti ci riconoscevano fino a 20 anni fa. Roma sarà il test più importante per Berlusconi e co. Aspettiamo fiduciosi: questa si dovrà dare atto che si è davvero partiti da zero, senza pregiudizi di sorta. L’occasione per “la grande occasione” è stata data, sta a questo politicanti di cui abbiamo sempre meno fiducia, sfruttarla al massimo e anche oltre le nostre più rosee attese.
Federico Armeni

Add comment Maggio 3, 2008
Esito Elezioni del Comune di Roma, e del Municipio Xvi
Aspettavo per vedere il risultato del ballottaggio per valutare il quadro politico delle elezioni a Roma, ma poi mi son reso conto che i dati alla mano, e il ballottaggio in sé, sono già da analizzare. Dopodiché, parleremo del vincitore. Ma l’esito del 13 e 14 aprile ha detto che a Roma si va al ballottaggio. Così come in più dei metà dei Municipi. Cosa che non accadeva da 14 anni. Ma andiamo con ordine.
La botta che il centro sinistra ha subito – un po’ per colpa del malgoverno di Prodi e delle sue irritanti diversità (Mastella – Bertinotti son coloro che hanno pagato alla grande e, direi, giustamente) e un po’ per la capacità comunicazione e demonizzatrice di Berlusconi – si riversa anche sulla capitale.
Capitale che è stata roccaforte del Pd, ma che per quanto riguarda la scelta del Sindaco, ha avuto “l’aggravante Rutelli”. Evidentemente la scelta di ricandidare uno che è stato giò Sindaco ai romani non è piaciuto, e ne è testimonianza il 3 percento di voti in più che Zingaretti, alla Provincia, ha preso rispetto a Rutelli: come dire che c’è gente che ha votato Zingaretti, ma che poi Rutelli non l’ha voluto votare.
Le strumentalizzazioni de “l’altra parte politica” hanno fatto sì che si dicesse che la bocciatura è anche stata fatta su Veltroni, ma sono solo supposizioni: infatti Veltroni 3 anni fa fu votato con una maggioranza assoluta schiacciante, e i dati su Roma – sicurezza a parte – sono confortanti.
Ecco, la sicurezza: l’invasione degli zingari sta pesando fortemente sulla scelta del Sindaco, e se Il Pdl si fa carico di cacciare via 20mila immigrati irregolari, è chiaro la gente è spinta da questa parte. Rutelli e Veltroni hanno aperto Roma a tutti, nel bene e nel male. La città è cresciuta culturalmente in maniera macroscopica, ma la mancanza di filtro e di arginamento delle attività e dei flussi stranieri, ha fatto sì che la situazione sfuggisse di mano, e che lo straniero venisse prima dei romani.
Anche per le case è così: i romani non ce la fanno più a sostenere questi costi della vita, e la vendita della casa, visti i prezzi, resta l’unico modo per fare cassa. I romani stanno sparendo dal centro, perché con un milione di euro possono farsi una villa a 15 minuti dal centro storico. Veltroni ha costruito molto sul Gra, e lì i romani si sono insediati. Ma questi quartieri nuovi sono stati davvero una conquista? All’inizio sembrava di sì (costruire in largo e non in alto), ma oggi, vedendo la situazione dei vari cantieri (gente che abita da anni senza autobus, marciapiedi, illuminazione), queste micro-città stanno condannando la politica del partito democratico, per le loro inefficienze.
Alemanno è il nuovo, e la gente punta a cambiare. Cambiare le cose in una città che meriterebbe un po’ di regole e raziocinio in più, dove i Municipi dovrebbero collaborare e non litigare sui confini. Deve finire la storia che finché è un municipio si fa la pista ciclabile, e appena la strada diventa di un altro, la pista si blocca.
A proposito di Municipi, il Sedicesimo, di cui mi son occupato in quanto “mio territorio” (vedete la sezione “Parti dal tuo territorio”) ha visto la conferma di Fabio Bellini, anche se il blocco di centro sinistra ha perso il 14 % dei consensi, più di quanti ne abbia persi a livello nazionale rispetto a Berlusconi. Una conferma con un bagno d’umiltà insomma, che potrà servire alla giunta di Centro Sinistra di ripartire dagli errori fatti e costruire un Municipio 16 più legato: il Municipio di Monteverde vede infatti delle carenze quanto a pubblica mobilità davvero inquietanti: Bellini e co. si sono quasi dimenticati che hanno progettato di costruire lungo l’Aurelia centinaia di case, eppure non danno loro, da subito, i servizi necessari per garantire diritti dovuti, scritti nella Costituzione. Pensate alla zona intorno a Panorama e al Cmaping internazionale, eppure grandissime e importanti strutture: sono legate da un tunnel pedonale a dir poco scandaloso, con vetri rotti e una fatiscienza da Bronx (poveri turisti!). Ma i valori, si sa, non si sa dove sono finiti.
Monteverde è slegato così, dall’Aurelia Antica in poi. Basta vedere come è fatta questa strada, dove dall’incrocio con l’edificio del Don Guanella in poi è assolutamente impossibile passare, nonostante le enormi “fratte” ai lati. Lo scandalo di via di Brava è poi sotto gli occhi di tutti, assediato da mignotte, sporcizia, buche e soprattutto delinquenti che aleggiano di notte intorno alle ville su cui i cittadini hanno pagato profumate tasse (e anche i costruttori, per la legge Beccalossi). E la Stazione Aurelia, da risorsa quale è, è in abbandono senza bar, senza macchina per i biglietti, con dei bagni “allucinanti”, e senza un amrciapiede di collegamento (assurdo).
Insomma, sia Rutelli (se vincesse, come i sondaggi affermano con buon margine) che Bellini dovranno dare delle belle risposte, visto che la tanto professata giustizia sociale e il rispetto per le persone da decenni decantato dalla cultura riformista e progressista, sembrano cadere sull’enorme peso dei fatti. Decisamente in contrasto con l’etica professata. Alemanno forse rappresenta un miraggio, ma se davvero ci potessimo fidare di una politica unita dal solo senso della ragione (la politica, di fatto, è una. Non puoi vedere diversamente valori inobliabili, che devono essere, e sono, comuni, di tutti), potremmo fare un grosso in bocca al lupo ad entrambi, e che vinca il migliore. Ma davvero si farà poi gli interessi di Roma e della sua gens? Crediamoci, non costa nulla… ma i fantasmi dei poteri forti e dell’ignoranza del potere e dei soldi a tutti i costi sembrano ombreggiare sui prati soleggiati della speranza di una società davvero più vivibile.
Federico Armeni

3 comments Aprile 24, 2008
Non c’era bisogno di Beppe Grillo per ricordare “l’incantesimo elettorale”…
Proprio qualche giorno fa, ho sostenuto la differenza tra partitocrazia e democrazia. In Italia siamo alla partitocrazia più pura, limpida e istituzionalizzata, e perciò andare alle urne significa votare per quella parte di cui si trae del beneficio diretto, tramite la persona che si elegge e tramite una “unione di interessi” tra gli eletti.
Le persone libere, non devono votare.
Beppe Grillo, con dei toni da rissa a mio avviso diseducativi e spettacolarizzati – ma comprensibili perché come ricorda lui onestamente “sono un comico – ricorda in un post di oggi come i giochi siano già stati fatti, ben prima che si voti.
Scrive:
“Il vostro voto non serve. I giochi sono stati fatti. Non ci credete? Prima delle elezioni pubblicherò la composizione della Camera e del Senato, nome per nome, prescritto per prescritto, condannato per condannato. Dopo le elezioni, controllate chi è stato eletto. Se le mie previsioni risulteranno esatte, vuol dire che vi hanno preso per il culo.”
Posso solo aggiungere che ci sarà una oscillazione di questo “pronostico”, del 5 – 8 %, cioè massimo un 8 o 9 deputati e senatori che verranno eletti da una parte anziché un’altra.
Grillo lo ricorda, così il suo movimento disfattista di persone che vengono sul suo sito, che leggono, si lamentano e non fanno nulla, può così ricominciare a spendere parole tra sarcasmo e lamentela, senza poi però fare nulla di fatto.
La difficoltà con cui si sono formate le liste a livello locale col nome di Beppe Grillo conferma la poca volontà di giovani e persone libere di voler combattere, almeno quelle che seguono attonite allo “schifo”che accade nel nostro Paese (molti contenuti, reprotage e video di Youtube documentano ipocrisie e conflitti morali della politica).
Tutti sono presi dalla loro playstation, dalle loro serate in discoteca, dalle partite a poker…
Ecco perché qui continuo a sostenere che la politica la possiamo fare tutti, non candidandosi e vendendosi al miglior offerente, ma usando gli strumenti che la democrazia ci ha dato, e che sta a noi far valere. Perdere tempo? Beh, tocca decidere cosa sia “perdere tempo”, se divertirsi o costruire qualcosa per far sì che qualcosa cambi, e la nostra frustrazione psicologica (quella sì che fa male) si attenui.
Possibile che non si capisca che questa assoluta voglia di andarsene, di emigrare, di mollare tutto, di “lasciarli stare”, fa parte del gioco di gente candidata per 5, 6 ,7 volte consecutive? I giornali purtroppo sono finanziati da loro, e la verità rimarrà sempre una verità assolutamente fittizia e al servizio di volontà programmatiche di queste persone che poco hanno a che vedere con la democrazia e gli interessi della società.
Fate politica, allacciate i rapporti coi vostri municpi, guardate in faccia le PERSONE, che vi governano. eEchiedete, prendetevi il telefono, l’email, incalzateli, seguite le riunioni e ciò che fanno.
L’uomo può tutto, ma davanti alle coscienze degli altri uomini, deve sempre fermarsi.
Buona azione civile e democratica a voi tutti.
Credeteci, e le cose cambieranno davvero.
Federico Armeni
L’articolo di Grillo sulle “liste Merlin”

Add comment Marzo 17, 2008
“Berlusconi e la precaria”: in scena un altro film che non ci interessa
Berlusconi fa una battuta. E chi l’ha vista in diretta, sembrava assolutamente innocua. Una battuta, in mezzo al calderone di una politica cupa, gretta e con pochi sorrisi. Dal giorno dopo, quella sinistra musona che parla di “serietà” dalla precedente campagna elettorale (la gente ha la memoria corta: “la serietà al governo”, recitava il cartellone pubblicitario di Prodi), è pronta a urlare e condannare Silvio Berlusconi. Un film già visto, e un remake al quale l’elettorato storico di sinistra si è davvero stancato. Vediamo i motivi della polemica, e le ragioni profonde del dibattito, tra strumentalizzazioni e spettacolarizzazioni.Vi raccontiamo una storia. un preambolo. C’era una volta una”parte politica”, che decise di rappresentare e incarnare in sé i valori condivisi della famiglia, della solidarietà sociale, dell’ambientalismo, dell’innovazione, della cultura. Questa parte politica ha messo dalla suaaaprte tutto il “buono” dell’Italia, tutti quei giovani che credevano in certi valori, e che quindi si sentivano rappresentati da certe parole.
Col tempo si è capito che questi “buoni”, non erano rappresentati da quella parte politica. Presto la rete di interessi e l’enorme catena di “magna – magna” tra amici e parenti di queste “brave persone”, avrebbe prevaricato l’interesse della gente libera.
Questa parte politica era quella di sinistra, quella progressista, quella che in tutto il mondo cerca di incarnare i valori di solidarietà, integrazione, economia sostenibile e via dicendo. Andando al governo però, ha fallito, e rifallito. E fallito ancora.
Chi si è contrapposto alla parte dei “buoni valori”, è sempre stato etichettato come un fascista, come un antiliberale, come il “cattivo”. Con Berlusconi il gioco sembrava essere finito, visto che un personaggio così forte economicamente era capace di contrapporsi a quella “sinistra buona” con molte armi. Nel nome dell’anti-berlusconismo, ancora oggi è unita quella sinistra democratica che – spogliatasi finalmente dele vesti diaboliche dei comunisti (pensate che dietro la “sinistra arcobaleno” son sorti almeno 3 simboli con falce e martello… che se si sommano ai due già presenti nella sinistra arcobaleno, fanno ben 5 partiti di esplicita matrice leninian-marxista… nemmeno in Russia si contano tanti partiti comunisti!) – ha scoperto che le armi della faziosità e della strumentalizzazione e demonizzazione sono ancora valide.
Purtroppo nessuno è santo, e uno con la storia di Berlusconi ha molto da pagare dazio ancora oggi. E anche in virtù dei suoi 72 anni sembra non poter essere il futuro dell’Italia. Ma se però, il suo movimento politica Forza Italia, è ancora una scatola semi vuotain cui la gente per bene potrebbe entrare per fare azione politica, questa scatola fatica a riempirsi proprio per il vuoto culturale che c’è a destra, e in virtù del fatto che tutti siamo “caduti” nel trucchetto di chi si è fatto portavoce di tutti i valori “buoni e ragionevoli”, quando questi dovrebbero essere condivisi da tutti, nessuno escluso.
Il dramma del vedere però una “sinistra coi baffetti”, sempre pronta a bacchettare e a moralizzare su tutto, non fa altro che spingere le persone di buon senso, quella famosa “parte buona dell’Italia”, a non sostenere chi è oggi etichetabile come ipocrita senza alcuna riserva. Le guerre questa sinistra le ha fatte e finanziate, i favori li ha fatti a Confinidustria e non al piccoloimprenditore (imperdonabile il taglio del cuneo fiscale alle aziende con più di 15 dipendenti, e quindi l’esclusione del vantaggio fiscale dei piccoli imprenditori, di chi sta in una tabaccheria dalla mattina alla sera).
Chi ha visto la trasmissione tv ha potuto notare come alla precaria Berlusconi abbia risposto con una battuta. Come chi vide il comizio a Milano quando stracciò i fogli che simbolicamente rappresentava il programma del Pd, ha visto come Berlusconi non abbia stracciato il programma del pd, bensì dei fogli dic arta vuori, e soprattutto non per dire “me ne frego del loro programma”, o un qualcosa come “ci sputo sorpa le loro idee”, ma anzi appariva come un gesto solamente spettacolare che sottolineava come i programmi della sinistra siano fatti per poi non essere rispettati.
Che Berlusconi a questo punto abbia certi media contro, sembra essere palese. E il comportamento della siniatra non sta facendo altro che avvalorare le idee sostenute da Silvio, allora quasi incomprensibili, ma oggi forti di fondamento. Perché se un tg dice che Berlusconi straccia il programma del pd, da una notizia falsa. Erano fogli bianchi, e lui stava dicendo come i programmi Prodi e co. non li rispettino ma anzi siano carta straccia.
La faziosità è tutta nel non constatare il passato, nel non ammettere nulla. Del programma, di più di 100 pagine, nessuna pagina è stata applicata nel precedente governo. E ora, cosa c’è da offendersi?
Il dibattito, così, comincia a diventare assolutamente fuorviante, visto che si sposta l’attenzione su una battuta e non sul fatto che sia intollerabile che oggi il lavoro sia dettato da contratti di 3 o 5 anni senza prospettive future. E la sinistra non può accusare solo Berlusconi di questa situazione, visto che non ha fatto nulla per modificare il corso delle cose.
Fermo restando che in Campania ancora sussistono i rifiuti per strada. Come al Sud rimane sistematico pagare il pizzo, e come a Roma si accetti normalmente che ci siano 20 campi nomadi i quali abitanti zozzano e rubano tutto il giorno. Forse, sarebbe questo il film di cui bisognerebbe parlare, e non di “Berlusconi e la precaria”…
Federico Armeni
Add comment Marzo 14, 2008
In partitocrazia vota chi sta sotto qualche partito, in democrazia la gente
Sulle prossime elezioni ho già scritto qualcosa. E ho parlato di come ci sia un passo avanti verso una direzione, che vede però 100 passi per l’ottenimento di ciò che è necessario in politica: cioè il totale sdoganamento di ciò che è esistito, e il “ricomincio da zero” tanto atteso.
Una politica fatta di reti e legami, incatenata e senza libertà di movimento non serve a nessuno.
La polemica che lancio oggi è purtroppo soltanto una “constatazione dei fatti”, e non un muro contro qualcosa o qualcuno. La constatazione cioè che a seconda di chi governi “mangi” quella o l’altra parte politica, dove amici e parenti sono introdotti sotto qualsiasi livello senza alcuna meritocrazia e concorrenza.
Nella nostra azienda, assumeremmo sicuramente un amico o nostro fratello, è chiaro. Ma solo se li vediamo capaci di adempire a quel dovere. Qui ci mette gente su poltrone senza che abbiano pretese né competenze, senza programmazione, doveri o percorsi da compiere per un bene comune. E sopratutto lo Stato è la NOSTRA azienda. Non di qualcuno in particolare.
Diciamocela tutta: se tutto andasse bene, non staremmo certo a recriminare per una politica giovane e per una politica dei meriti, delle idee e dell’azione.
Qui siamo invece davanti a una immobilità inaccettabile, siamo di fronte a gente con morali discutibili, senza pudori né amore per nulla se non per le loro case abusive sugli scogli.
Alle prossime elezioni c’è la volontà di tornare a quel vecchio modello che vede che sia solo una parte a governare e gli altri ad aspettare, in una logica di alternanza che però lasci respiro all’azione politica. Quando si è in troppi, non c’è spazio nemmeno per le poltrone di tutti coloro che vogliono “mangiare” con la politica, e a noi, la gente, rimangono le briciole. Qui non è rimasto più nulla per chi ha piccole imprese, per la sicurezza di tutti i giorni, per dare quei servizi minimi e garantiti alla persona. E quindi è un passo avanti.
La politica italiana di oggi è però assolutamente autoreferenziale, si nominano tra di loro e lottano per sistemare le proprie vite, non quelle degli altri. Un passo è poco visto che indietro ne sono stati fatti troppi.
In un sistema del genere quindi, a votare devono essere coloro chre sono realmente interessati affinché governi l’uno o l’altro. Se tanto la gente rimarrà in una società con i campi nomadi legalizzati, con le prostitute per strada e con i negozi derubati quotidianamente (per fare degli esempi), non deve certo partecipare a queste “elezioni”.
Il 13 e 14 aprile, come ormai da moltissimi – troppi – anni, si voterà per quelli che fanno parte del sistema, e l’appello su queste pagine è soltanto uno:
se “mangiate” con l’una o l’latra parte, bene: esercitate il vostro diritto al voto, perché vi riguarda ed è giusto che lottiate per la vostra poltrona, sperando che almeno poi agirete con giudizio e con passione; se invece siete tra le persone libere, libere da conoscenze, da reti, da promesse di favore, allora non si capisce davvero il motivo per il quale dobbiate andare a votare.
La gente libera vota in democrazia, in partitocrazia vota solo chi è interessato a questa o l’altra sfera di potere.
Non c’è polemica, è semplice constatazione. Non sto condannando nessuno, dico solo che se il sistema è questo, finché ne sto fuori non devo esercitare alcun “diritto / dovere al voto”.
Buone votazioni.
Federico Armeni

Add comment Marzo 11, 2008
No Country for… young men?
In questi giorni anche nelle sale italiane il film dei fratelli Coen “Non è un Paese per vecchi”, vincitore dei due principali Oscar (film e regia) di quest’anno. Questo titolo potrebbe essere ripreso e cambiato per l’Italia: NON è UN PAESE PER GIOVANI.
Il Paese dove i giovani devono essere sotto qualche barone, dove devono essere allevati e cresciuti all’ombra di un parente, di un amico, o semplicemente di qualcuno da servire.
Questo sistema è un sistema che sta cadendo e deve cadere, ma non nella maniera necessaria. La maniera necessaria è: lo sradicamento totale del fenomeno, e la liberazione incondizionata delle nuove azioni.
Una nuova politica deve prescindere dal “sistema di reti” che la politica odierna ha con sé, in cui ogni volta che si va a votare c’è una vera e propria campagna acquisti di deputati e senatori perché quello o l’altro porta quel “numero di voti”.
Diciamo basta a un sistema che vede nel voto una rete di controllo e uno strumento di potere, ma l’unico modo di fare politica è quella di conquistare i consensi soltanto grazie alle azioni per il bene comune e non per i favori personali.
Solo così riusciremo a sciogliere filmante parole chiave come: meritocrazia, responsabilità, giustizia.
“No country for young men” o “No young men for this country”?
Divertitevi vecchi politicanti, continuare a votarvi tra di voi, che noi a questo gioco non ci stiamo. Preferiamo rimanere su queste pagine online, e vedervi lentamente spegnere nella tristezza di un Italia sempre più carente di fondi e di azioni per tutti, per fare poche azioni per pochi.
La ragione in questo momento, è davvero distante da quella parola:
POLITICA.
Federico Armeni

Add comment Marzo 8, 2008
Liste bloccate
Uno dei problemi della democrazia italiana è la famosa partitocrazia. Il concetto che la politica si possa farla solo entrando in una sede di partito chiedendo in punta di piedi il permesso per fare qualcosa, è ormai scontato.
La famigerata rivoluzione non può certo avvenire dall’oggi al domani, e i piccoli segnali che stiamo vedendo questi giorni nella nostra politica, sono quasi dei pagliativi se pensiamo che noi, di fatto, non possiamo pensare di candidarci, di fare sul campo un’azione politica, sociale, economica.
Bisogna comunque schierarsi. Da una parte o dall’altra.
Finché rimarrà questa contrapposizione, dove il peccato non sembra essere esente in nessunissima parte, un giovane non può entrare in politica in maniera pura. Eppure noi vogliamo solo rimanere le persone che siamo, vogliamo rimanere puri. Non venderci l’anima. Portare avanti idee nostre, non “di partito”.
Le liste bloccate del Partito Democratico sono in controtendenza alla tanto promossa “aria di novità” che Veltroni ha annunciato. Un’aria di novità che purtroppo puzza di pesce scongelato, perché a quanto mi risulta i vari Amato – D’alema- Turco – Bindi e via dicendo sono sempre là e anzi assumono posizioni sempre più forti.
Il Popolo delle Libertà è aperto maggiormente ai giovani e a chi volesse entrare “in campo”, ma anche qui i dubbi sono su quel simbolo, sul fatto che tocca comunque schierarsi sotto un simbolo e un nome viziati. Le facce di Ronchi-Schifani-Bonaiuti-La russa-Tremonti-Vito aleggiano sovrane, e se le nuove facce sono la Branbilla e la Prestigiacomo (imbarazzante), dovete dirmi come, anche la buona opportunità offerta da Silvio Berlusconi, possa essere davvero tale. Si può fare azione vera e pura con quella classe dirigente?
Le liste bloccate sono un problema tutto di sinistra, dove ci si accoda per un posto, e dove conoscenze, amicizie e promozioni interne sono all’ordine del giorno. E dove uno sconosciuto che entra nel circolo non è visto come una risorsa, ma come un rompipalle, e nel migliore dei casi come un voto da prendere. Le liste molto meno bloccate del Popolo della Libertà sembrano però non convincere per la struttura del partito che non sembra fatto davvero da giovani realtà e soprattutto da gente competente e piena di sensibilità quale ci sia davvero bisogno. E’ allo stesso modo vero che se non abbattiamo le nostre remore vero quell’immagine e quell’ideale, la politica non la si riuscirà forse mai a farla. Forse bisognerebbe tentare, e vedere fino a che punto la propria libertà di pensiero / azione può andare avanti.
Questo post era un post dovuto per analizzare uno degli aspetti pratici più importanti della politica italiana, dove di fatto se vuoi “entrare”, devi assoldarti e stare a delle regole limitanti il pensiero originario. L’idea, il sogno, il desiderio di cambiamento, sono valori che cadono sotto i colpi dell’annoso iter per fare politica, e che invece vanno assolutamente preservati.
Lasciamo correre le nostre idee, liberate i vostri sogni, tramutate il vostro desiderio di cambiamento in qualcosa di buono e di propositivo.
Federico Armeni

Add comment Febbraio 22, 2008